Ma chi devono salvare tutti questi Supereroi?

Qualche giorno fa è stato annunciato che la Marvel porterà al cinema, nel corso dei prossimi anni, altri quattro film dedicati ai supereroi. Si parla, tra gli altri, di nuovi supereroi che, idealmente, daranno il là ad altrettante nuove serie di film: Black Panther, Captain Marvel e Inhumans (che è il solito raccoglitore di supereroi, dal quale poi potrebbero nascere ulteriori spinoff). Inoltre è stata confermata l’uscita di Thor: Ragnarok (l’asgardiano al terzo capitolo) e Avengers Infinity Wars (che sarà diviso in due, quindi possiamo contare come due film ben distinti). Poco importa che la notizia sia in realtà meno eclatante, perché in realtà i film erano già previsti e la comunicazione Marvel tendeva a sottolineare la conferma delle date d’uscita. C’è uno schema grosso così che riassume tutti i film Marvel appartenuti alla cosiddetta Fase Uno, quelli della Fase Due, e quelli dell’imminente Fase tre con una precisione e dovizia di particolari che ricorda un testo universitario ma rimanda piuttosto a un’operazione militare. Un’invasione su scala mondiale.

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I film in uscita dal prossimo anno per la sola Marvel. A questi vanno aggiunti: Avengers Age of Ultron, Ant Man e I Fantastici Quattro, tutti in uscita nel corso del 2015.

La notizia sulla bocca di tutti poi è che è stato raggiunto un accordo tra la Sony e la Marvel e che Spiderman potrà apparire in uno dei prossimi film Marvel in uscita. Uno degli infiniti film Marvel in uscita. Forse Captain America: Civil War, forse Guardiani della Galassia 2, forse Doctor Strange?
Finalmente, dopo due film perdibilissimi come gli Amazing Spiderman, il nostro amichevole ragno di quartiere potrà comparire quindici secondi alla fine dei titoli del decimo film di Thor, nella quinta scena extra che verrà mostrata ai fan più tenaci che resteranno al cinema per tutto il giorno successivo alla visione.

Il trailer di Avengers Age of Ultron, poi, gira da quasi un anno. Nonostante il film esca davvero soltanto ad Aprile. Ho visto gente scannarsi discutendo dello scudo rotto di Captain America. Trentenni di tutto il mondo dover correre a cambiarsi le mutande dopo aver visto la nuova armatura di Tony Stark. Insospettabili – e cosiddetti – critici cinematografici togliersi le vesti e ballare per l’entusiasmo per Thor e compagnia bella che si scagliavano contro il nemico di turno.

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Nell’ultimo Captain America troviamo niente meno che Robert Redford. In Ant man ci sarà Michael Douglas. Solo gli ultimi di una serie di nomi illustrissimi catturati dalle spire del cinema in calzamaglia.

Mettiamo le cose in chiaro: a me piacciono i film Marvel. Anzi a me piacciono i film di supereroi. Quasi tutti, almeno, ho visto perfino gli Amazing Spiderman che reputo guardabili, e L’Uomo d’Acciaio, che invece mi ha causato squilibri emotivi notevoli. Altri invece sono davvero dei bei blockbuster d’azione, come lo stesso Avengers o il bellissimo Capitan America: The Winter Soldier. Guardiani della Galassia è stato sicuramente uno dei blockbuster migliori dello scorso anno. Gli Iron Man sono tutti apprezzabili, il secondo film di Thor ha perfino dei quadri pregiatissimi e davvero belli ed evocativi. Sia chiaro che non parliamo di Ghost Rider o dei Fantastici Quattro (non quelli nuovi, che ora ci ripuppiamo pure quelli, ma la sciorda incredibile con Jessica Alba).
Ecco, perché vorrei mettere in chiaro una cosa: il problema non è qualitativo. Anche perché con quel budget e quei nomi coinvolti, a parte passi falsi davvero eclatanti, ormai è difficile fare un brutto film di supereroi. Ma bisogna proprio impegnarsi perché la sceneggiatura ce l’hai già scritta, il canovaccio è sempre uguale, i personaggi sono monolitici, forgiati da settanta anni di storie a fumetti, e gli attori fanno la fila per infilarsi la calzamaglia e apparire tra i volti che prestano le fattezze a questi eroi moderni, belli, ricchi, intelligenti, carismatici e buonissimi. In più sono un successo al botteghino, sempre, e ti rendono famoso presso il grande pubblico. Non importa quello che hai fatto prima (quasi sempre cose migliori) o quello che farai dopo. In fin dei conti Birdman racconta di questo, no?

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L’uomo d’acciaio 2 è il primo passo verso la Justice League? Chi prenderà in mano l’universo di Batman ora che Nolan non c’è più?

Quello che sta succedendo è che, apparentemente, non c’è più una alternativa. O meglio, presto non ci sarà più, e mi rendo conto che sembra una posizione allarmista, ma la situazione sta diventando paradossale. L’intrattenimento si sta appiattendo, omologandosi: a Hollywood sembrano non voler più produrre niente che non sia un film di supereroi. Il blockbuster ormai è sinonimo di supereroe e, a quanto pare, il tema ha mangiato il genere d’appartenenza. I grandi investimenti in termini di budget confluiscono tutti lì: la situazione converge verso un mercato statico.
Dare inizio a una nuova serie di supereroi (oltre che sorbirsi ancora una volta le noiosissime origini del caso) significa una crescita esponenziale che è difficile da fermare. Oggi è Black Panther, Iron Man 4 e Guardiani della Galassia 2. Domani è Black Panther 2, Iron Man 5, Guardiani della Galassia 3 e un nuovo supereroe. Poi sarà il secondo capitolo del nuovo supereroe, Black Panther 3, Iron Man 6 e via dicendo.
In questo quadro, quello dello strapotere Marvel, dovremmo perlomeno tenere conto anche della Warner, impegnata a costruire un universo simile con i personaggi della DC comics: Batman è ormai lanciatissimo dopo la trilogia di Nolan, Superman in mano a Snyder (prurito), c’è pure Wonder Woman, no? E poi il progetto della Justice League. A breve inizieranno le riprese della Suicide Squad, la squadra di supercattivi formata dal Joker e gli altri villain del’universo DC. La Fox ha un intero cosmo di X-Men da gestire, compresi tutti gli spin-off su Wolverine che vorranno buttare giù e quello su Deadpool che ormai è imminente. Sony, dopo aver liquidato Andrew Garfield, sta cercando un nuovo Spidey e, ci scommetto, lo troverà a brevissimo.
La cosa inquietante è che questa tendenza sta diventando un virus: la Universal sta dando vita a una specie di universo coeso per creare una sorta di Avengers con i suoi mostri. Ecco perché l’atroce Dracula Untold ha quel finale lì.

Quello che sta succedendo è che, apparentemente, non c’è più una alternativa. O meglio, presto non ci sarà più, e mi rendo conto che sembra una posizione allarmista, ma la situazione sta diventando paradossale.

Il problema di tutto questo, secondo me, è portare il mercato a una situazione che, per iperbole, potrei definire bulimica. Cioè portarci – noi spettatori – fino all’esaurimento. Spremere fino all’ultima goccia di un universo narrativo (che ormai è diventato L’unico universo narrativo data la mancanza di alternative), massacrare un genere e divorare tutto. Consumare, e consumare fino al vomito, non in maniera sana, producendo in serie senza un minimo di criterio, senza nemmeno stare a pensare a come il pubblico potrebbe reagire a una saturazione del sistema, o peggio ancora, al collasso dello stesso. È portarci, inevitabilmente, a infilarci due dita in gola e vomitare fuori tutto, compromettendo il nostro rapporto con questo tipo di intrattenimento. Perché l’alternativa, che è ancora più spaventosa, è che si continui così e che pian piano non ci sia nient’altro che tizi in costume.

Quando uscì il primo Avengers ero contentissimo. Il sogno era di poter vedere tanti eroi della mia infanzia e adolescenza, tutti riuniti in un film come in una sorta di grande scatola dei giochi: come quando da piccolo facevo picchiare i pupazzoni inventando pretesti per i ganci sui denti.
Adesso è diventata la norma, ed è un gioco che sta esaurendo il suo fascino, perlomeno per me. È diventata una ricerca del passo falso, dell’errore che punirà questa esplosione sconsiderata, e la cosa ha assunto la dimensione inquietante e vagamente morbosa di quelle passioni un po’ insane che ti sfuggono di mano.