Circuits – Il rompicapo a metà tra elettronica e musica

Che succederebbe se uno sviluppatore creasse un puzzle logico prendendo elementi dalla musica e dai circuiti stampati tipici dell’elettronica? Ci ha pensato Digital Tentacle con Circuits, piccolo gioco indie approdato pochi giorni fa su Steam.

Circuits non ha una vera e propria trama e la prima cosa a cui ci troveremo davanti una volta lanciato il gioco sarà una schermata minimale che ci permetterà di scegliere tra Play e Credits. Nascosto in un angolino sarà presente anche un timido Quit, scritto in grigio su grigio. E già questo è il primo indizio: se uno sviluppatore ti nasconde l’opzione per uscire dal gioco qualcosa vorrà pur dire…

Circuits

Eccolo lì il Quit: nascosto in basso a destra.

Selezionando Play il gioco ci mostra dei cerchietti indicanti i 25 livelli disponibili: dovremo risolverli uno per uno per poter sbloccare i successivi. Ogni livello ha un titolo e un logo minimale, mostrati tramite una schermata di introduzione. Il gameplay è piuttosto semplice: in basso abbiamo una barra contenente diversi cerchietti di vari colori, mentre al centro vi è il circuito vero e proprio. Lo scopo è quello di piazzare i cerchietti negli slot giusti per ricreare la traccia del livello, che potremo sentire tramite il tasto play. Alcuni elementi dovranno essere messi in loop un numero preciso di volte e potremo filtrare la traccia in base ai vari colori disponibili, permettendoci di sentire solo una parte dell’audio e facilitandoci quindi il posizionamento corretto delle varie parti.

Circuits

Un livello piuttosto incasinato, ma molto bello da vedere.

Il giocatore potrà usufruire di alcuni aiuti, tra cui l’auto-posizionamento di alcuni cerchietti e la verifica, che ci dirà quali elementi sono stati piazzati nell’ordine errato. Ovviamente potremo utilizzare la manciata di semplificazioni solo un numero limitato di volte, e negli ultimi livelli non saranno nemmeno proposti. A dire il vero, verso la fine del gioco sparirà del tutto anche la possibilità di filtrare per colore gli elementi, forzando il giocatore a percepire i singoli elementi audio in un maelstrom di suoni. Mentre nei primi livelli di Circuits la difficoltà cresce grazie alla complessità del circuito, nell’ultima parte è infatti raggiunta tramite questi sotterfugi di cui non c’era davvero bisogno. Non in questo tipo di gioco.

Circuits

L’ultimo livello: l’opzione di filtraggio è sparita dall’angolo in alto a sinistra e gli aiuti in basso a destra non sono utilizzabili.

C’è da dire che a compensare un gameplay piuttosto blando e discutibile, incentrato quasi sul Memory e sul Simon, c’è un comparto audio del tutto rispettabile che renderà interessante ogni livello. A dire il vero sarà l’unica cosa che vi spingerà a completarlo, ma wabbè. La grafica minimale è carina per i primi minuti di gioco, poi non ci farete più caso.  Ah sì, l’opzione Credits nella schermata iniziale ci mostra i ringraziamenti.

6 / 10

Tutto qui, non c’è molto altro da dire su Circuits. Un 6 per l’impegno e per essere praticamente il primo titolo dello sviluppatore. Una delle cose di cui si sente più la mancanza in questo titolo è senza ombra di dubbio la possibilità di avere un sandbox, un editor o che altro. Qualcosa che renda il prodotto di Digital Tentacle non fine a sé stesso, permettendo a sua volta ad una community di affezionarsi al gioco. E invece no. Niente. Play, Credits e un timidissimo Quit. Tutto sommato comunque per il prezzo d’acquisto su Steam, poco meno di 3€, vale la pena dargli una possibilità. Se lo trovate in sconto.