Come Star Wars ha conquistato l’universo

Sapete cos’è lo Skywalker Ranch? Avete davvero presente George Lucas e il percorso che l’ha portato a essere uno degli uomini più ricchi e famosi del pianeta? Vi chiedete mai com’è nata l’idea di Star Wars? E quanto spesso vi domandate perché Episodio I è venuto fuori come l’anticristo?

Se siete tra coloro interessati alle risposte a queste domande, allora dovreste prendere seriamente in considerazione l’idea di montare sul Millennium Falcon e viaggiare a velocità della luce verso la libreria più vicina per acquistare Come Star Wars ha conquistato l’universo.

Parliamo di un bel volumone edito da Multiplayer Edizioni e scritto da Chris Taylor, vicedirettore Mashable, che ha lavorato a questa piccola enciclopedia del franchise creando un vero e proprio vademecum dell’universo inventato da George Lucas. In questo mattoncino di quasi seicento pagine c’è sì il racconto della genesi di Star Wars, dalle sue influenze alle conseguenze pratiche sulla cultura popolare fino all’arrivo della dei prequel e poi del signor Topolino, ma c’è anche il resoconto divertito di ogni follia messa in piedi dai fans della saga. Il tutto raccontato con una passione talmente evidente da farti innamorare di ogni pagina.

Lo Skywalker Ranch, il quartier generale di George Lucas

Lo Skywalker Ranch, il quartier generale di George Lucas

L’alleanza dei ribelli

Si diceva che da una parte c’è questo splendido e un po’ folle dipinto di cosa sia Star Wars, e di cosa abbia rappresentato per la cultura americana, per il mondo del cinema e per la nascita di fandom che somigliano a veri e propri fanatismi religiosi. Per esempio c’è una splendida presentazione della 501st legion, l’esercito ufficiale dei soldati imperiali, fondato dai primi fan che all’epoca realizzarono un costume identico a quello degli Stoormtrooper e ormai diventato un movimento che conta migliaia di iscritti. C’è un capitolo in cui Chris Taylor frequenta una scuola Jedi, la Golden Gate Knights, a San Francisco, dove vengono insegnati i fondamenti della filosofia della luce e, perché no, il modo in cui un vero e proprio cavaliere Jedi maneggia una spada laser. C’è perfino un capitolo sullo Star Wars Kid, sulla diffusione di uno dei primi meme del web e sull’effetto della sovraesposizione mediatica di quel ragazzino grassottello e maldestro.

In generale tutte queste parentesi, in cui vengono raccontate storie incredibili di persone che costruiscono R2-D2 davvero funzionanti, o che si fingono Darth Vader con un rigore da fare invidia al pugno di ferro dell’impero, o che si accampano davanti al cinema per settimane pur di vedere per primi Episodio I, sono splendide, umane. Trasmettono una passione ai limiti del malsano ma sono di certo divertenti e uniche: solo Star Wars avrebbe potuto fare questo effetto sulla gente.

La parte più consistente è quella che inizia dall’infanzia di Lucas, arriva fino alla passione per i fumetti spaziali, per Buck Rogers, ma soprattuto per Flash Gordon. Ci sono dentro i primi approcci di Lucas al cinema, il racconto dei suoi lavori dal rapporto con Francis Ford Coppola alla creazione di THX 1138 e di Star Wars. È il racconto di come nasce qualcosa che risulterà rivoluzionario per il cinema d’intrattenimento, che segnerà nuovi record di incassi e di biglietti strappati e darà vita a un fenomeno che quarant’anni dopo gode di una Forza ancora incredibile.

Si racconta da una parte il modo disastroso in cui Lucas affronta scrittura e riscrittura di soggetto e sceneggiatura, imbolsendo tutto fino al punto di rottura, e di come sia riuscito a trovare la quadratura del cerchio grazie a una squadra di cui fanno parte tantissimi personaggi: dagli scrittori che aiutavano ad aggiustare il tiro dei suoi lavori a sua moglie di allora Marcia Lucas. Nei capitoli dedicati alla genesi di SW è chiaro il senso di sfiducia delle major rispetto al progetto, alle beghe con i diritti per il merchandising e i tira e molla infiniti per gli stanziamenti del budget. Si dedica molto spazio all’incredibile campagna promozionale organizzata da Lippincott e al successo —inatteso— che il film riuscì ad ottenere.

Allo stesso modo, con la stessa perizia e attenzione, vengono analizzati i due sequel, le perplessità legate agli snodi narrativi più azzardati della storia (“No, Luke… io sono tuo padre!”), fino ai diverbi nati con gli attori (Carrie Fisher pensava, non a torto, che Leila non avesse né arte, né parte). Si parla anche delle sfortunate derive televisive di Star Wars, accennando con divertito imbarazzo all’Holiday Special ormai leggendario.

JEDISNEYLAND

Chiuso questo capitolo c’è una bellissima parte sulla lavorazione disastrosa dei prequel in cui l’autore ci racconta tutte le condizioni che hanno portato i nuovi capitoli di Star Wars a meritarsi una pioggia di pomodori maturi. La genesi di Episodio I è divertente nel momento in cui viene raccontato l’ardore con cui i fans aspettavano l’arrivo del film (una puntina inquietante rivedere tanti comportamenti dell’epoca, oggi, alla vigila di Episodio VII; decisamente di cattivo auspicio), con la cronaca dei folli che dormivano davanti al cinema per settimane, chiamavano i loro figli appena nati Anakin, si intrufolavano in sala solo per vedere il trailer del loro film preferito.
Ben meno divertente la parte dedicata alla tracotanza di Lucas, al suo voler pasticciare col giocattolone fino al punto di non ritorno che porta il nome di Jar Jar Binks. Sono analizzati i difetti più evidenti di Episodio I e poi degli altri prequel, regalando al lettore una visione chiara sia delle colpe imputate a Lucas da parte dei fans (a cui si aggiunge il vizio di ritoccare continuamente i vecchi capitoli) sia dei problemi in fase di scrittura e messa in scena

La parte finale del libro poi è dedicata all’arrivo del Topo. L’acquisizione da parte di Disney del franchise e conseguentemente la decisione di Lucas di mollare tutto il cucuzzaro (di cui, dopo il massacro ai prequel, era stanco marcio) nelle mani della più grande fabbrica di sogni del mondo. Taylor segue passo passo tutti i momenti che hanno portato all’acquisizione, e quindi si sofferma sul ruolo di Lucas all’interno della trattativa e nel momento in cui è stato annunciato Episodio VII di fatto escludendo del tutto dal processo creativo il papà della serie. Ma c’è anche spazio per l’analisi di cosa ha significato per l’Expanded Universe passare nelle mani di un nuovo produttore, di come è stato modificato il canone di Star Wars e di cosa è rimasto dopo l’uragano con le orecchie da topo.

cmoestar

Come Star Wars ha conquistato l’universo è tutto questo e molto di più. Avrete tra le mani il libro più completo ed esauriente sull’argomento, pieno di analisi interessanti sulla lavorazione della saga e aneddoti divertenti su come ogni episodio abbia influenzato la cultura popolare. Personalmente l’ho trovato un mattoncino fondamentale per ogni amante della saga, per ogni curioso dell’argomento o semplicemente per ogni amante del cinema che vuole arrivare a capire come e perché Star Wars ha davvero conquistato il nostro universo.