Darkwood – Rise and shine

La sopravvivenza è uno dei temi che da sempre si è insinuato nel videogioco. Che si tratti di un survival horror surreale piuttosto che una bella versione di Lost, i giocatori hanno sempre masochisticamente goduto nell’immersione all’interno di situazioni difficile e problematiche. Un legame a doppio filo con il proprio personaggio e i pericoli intorno a lui ci hanno tenuti incollati ad ambientazioni che non hanno avuto nessuna pietà di noi. Darkwood è uno di essi.

Questo survival horror è, come molti altri, incentrato sull’esplorazione e sulla paura all’interno di un ambiente ostile. Siamo in un territorio boscoso nel Blocco Sovietico, una misteriosa piaga dagli effetti non meglio specificati sta corrodendo l’ambiente e la vita al suo interno. L’introduzione è sin da subito funzionale ad immergerci nell’ambiente: all’interno di essa troviamo infatti un uomo visto dalla gente del posto come l’unica speranza per loro, l’unica via di fuga. Senza entrare nello spoiler, la realtà non è così rose e fiori, ovviamente. All’interno del mondo saranno presenti pericolose creature, che impareremo ben presto ad evitare, ed inquietanti NPC che ci commissioneranno dei favori, aiutandoci di volta in volta a comprendere quello che ci sta attorno. Con i personaggi non aggressivi possiamo persino scambiare oggetti, con un sistema di “rispetto”: regalare oggetti a qualcuno ci farà salire il valore di rispetto accumulato, mentre farci donare qualche equipaggiamento o materiale lo farà calare. Ovviamente ogni articolo avrà un valore differente, che inciderà sul rispetto guadagnato o perso, e non tutti gli NPC sono disposti a prendere determinati oggetti. Del resto, la spazzatura per alcuni è oro per altri…

Darkwood

Un innocuo NPC. Figuratevi quelli pericolosi.

Nel momento di iniziare una nuova partita, troviamo un opzione che può attirare gli appassionati di Roguelike: possiamo infatti abilitare la Permadeath, garantendo ogni volta un playthrough diverso. Non è l’unica strizzatina d’occhio al genere: nel mondo di gioco la mappa viene generata proceduralmente ad ogni partita, mantenendo comunque le zone chiave e cambiando la loro posizione. Tenendo fissa la nostra dimora al centro della zona, è possibile ad esempio che un determinato punto di interesse durante un playthrough sia a nord-ovest mentre in un altro lo potremo trovare a sud-est. Il gioco inserisce al suo interno anche elementi RPG: sarà presente una serie di Skill che potremo apprendere sperimentando su di noi iniezioni ottenute estraendo sostanze da funghi e altro materiale organico e producendo diverse pozioni possiamo incrementare la quantità di nostri HP e della nostra Stamina, che ci permette di correre e di effettuare più azioni prima di stancarci del tutto.

Non manca ovviamente un sistema di crafting che si rivela adattabile sia per rinforzare porte e finestre, sia per costruirci armi con i materiali di recupero. Non vorrete inoltrarvi nelle cupe lande senza perlomeno esservi armati prima di una mazza chiodata, vero? E che gioia quando finalmente riuscirete a liberarvi di quel fastidioso muschio velenoso senziente, lanciandogli una Molotov accesa con un fiammifero e costruita con una bottiglia piena di alcol e una garza! C’è da dire che, attualmente, l’interfaccia per farlo non è comodissima. Premendo il tasto Tab possiamo infatti entrare in “crafting mode“: una griglia con possibili “ricette” si aprirà e possiamo scegliere cosa craftare, previa possessione degli ingredienti, ovviamente. Non è tanto il gioco che non va in pausa che infastidisce, semmai incrementa la tensione, ma la griglia piuttosto scomoda, piccola e poco curata. La scomodità dell’interfaccia ci appare molto più evidentemente quando dovremo scambiare oggetti con qualcuno: non di rado capiterà di prendere un oggetto e riconsegnarlo immediatamente, perdendo rispetto.

Darkwood

Iniettarsi estratti di fungo è cosa quotidiana evidentemente in questo distopico blocco sovietico

Tutte le azioni sopracitate, è consigliabile sbrigarle nelle ore diurne. Se esplorare, combattere e interagire con l’ambiente non si rivela sicuro di giorno, di notte è un suicidio vero e proprio. Ogni sera dovremmo infatti dissetarci da un pozzo che si riempie solamente nelle ore notturne e, se non lo faremo, moriremo. Il pozzo è posizionato vicino al nostro rifugio al centro della mappa. Che é un bene, se al tramonto siamo in zona, oppure una garanzia di morte se siamo nel profondo della foresta una volta che il sole è calato. La notte infatti tutte le creature più pericolose dell’ambiente daranno la caccia a qualunque essere vivente “troppo rumoroso”. Barricate porte e finestre, spostate gli armadi davanti alle entrate e state immobili e silenziosi fino al mattino: un passo troppo rumoroso sul pavimento in legno oppure una ginocchiata contro lo sgabelllo possono facilmente farvi vincere una vacanza presso l’aldilà. O verso una nuova partita, se foste stati così sconsiderati da optare per il Permadeath.

L’Early Access di Darkwood è attualmente composta da un unico capitolo ma gli sviluppatori hanno già comunicato di volerne includere altri in futuro. Le scelte compiute nei primi capitoli, affermano, andranno ad influenzare il corso di quelli successivi. Fortunatamente, nei loro futuri progetti c’è una revisione del sopracitato sistema di crafting: evidentemente si sono accorti anche loro che qualcosa non andava per il verso giusto. Parlando invece del feeling sonoro e visivo, il gioco è strabiliante. Il sistema di illuminazione e la meccanica del “cono visivo”, seppur inizialmente scomodi, si rivelano molto efficaci per quanto riguarda la tensione. Mentre corriamo, per esempio, oltre a perdere costantemente Stamina non potremo guardarci alle spalle, pena un rallentamento che potrebbe esserci fatale. Il sonoro è dinamico e vario, ma che riesce sempre ad aumentare la tensione del giocatore, facendoci spesso cagare in mano quando saremo nella foresta profonda o nelle vicinanze di qualche posto poco raccomandabile.

Darkwood

Gli effetti di luce e la grafica lievemente pixxellata hanno contribuito a farmi adorare questo gioco

Personalmente, ho apprezzato moltissimo l’esperienza anche se ho presto disattivato il Permadeath che all’interno di Darkwood è insensatamente punitivo. Character Design e il setting sono molto curati e non vedo l’ora di avere in mano una versione definitiva di questo titolo, sperando ovviamente nelle migliorie promesse dagli sviluppatori.