Goscurry – A three finger game

Arcade. Una parola che, per alcuni giocatori, indica solo una categoria di giochi da contrapporre a quelli che mirano a un’imitazione, una simulazione della realtà. Ma, per altri, questa parola riporta ad un passato lontano: lo scrittore e giornalista Martin Amis ne ha catturato l’essenza in numerosi articoli raccolti nel volume Invasion of the Space Invaders (edito in Italia da ISBN Edizioni). L’anima del così detto gioco arcade era insita in una particolarissima interpretazione della coazione a ripetere, in cui il trauma che il giocatore affronta e tenta costantemente di esorcizzare è la sconfitta – che, casualmente, nei videogiochi si identifica quasi sempre nella morte del nostro avatar.

La disciplina e la costanza necessarie a superare i quadri di questo genere di giochi si acquisivano attraverso una ripetizione continua e costante degli stessi livelli, fino ad imparare mnemonicamente i pattern di movimento dei nemici, la conformazione delle trappole, ecc. Questa caratteristica, per quanto peculiare di questo tipo di giochi, è ancora presente nella maggior parte dei videogiochi che proviamo e rivive in ogni momento in cui perdiamo una vita e ricarichiamo l’ultimo salvataggio – lanciandoci in un volo pindarico, potremmo persino dire che si è trasferita quasi “puramente” nelle modalità competitive online, dove la sacra trinità del gioca-muori-riprova (e la sua versione positiva gioca-vinci-gioca ancora) non è ancora stata superata.

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Goscurry è un gioco arcade che fa della coazione a ripetere il suo credo. Lo fa presentandosi sin dal primo istante, all’avvio, come un gioco difficile del quale accettiamo la sfida. Una scelta singolare, intelligente e sincera nei confronti dei videogiocatori: già solo per questo potremmo promuovere con un bel voto il gioco sviluppato da Daniele Giardini, creatore di videogiochi, bravissimo disegnatore (come testimonia il suo spazio su deviantart) e molto altro (per seguire tutti i suoi progetti e scambiare quattro chiacchiere potete seguirlo su Twitter) con la collaborazione, in veste di compositore della colonna sonora di Isak J. Martinsson (di cui potete ascoltare altri brani sulla sua pagina Soundcloud). Ma Goscurry non è solo un’introduzione simpatica e una musica fantastica: è anche un grande gioco.

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Controllando una piccola astronave, dovremo attraversare degli intricati percorsi evitando, contemporaneamente, di uscire fuori pista o di sbattere contro gli ostacoli che ci ritroveremo davanti. Basato sull’uso di soli quattro tasti – le frecce destra e sinistra per spostarsi di lato, quella verso l’alto per saltare e quella rivolta in basso per “scansare” ed infine la barra spaziatrice che, tenendola premuta, ci permetterà di aumentare la nostra velocità, il nostro punteggio e le probabilità di morte – Goscurry è puro gameplay, esercizio continuo ed eterna ricerca di un miglioramento del punteggio con cui sbloccare i vari bonus (tra questi vi sono avatar vari per il nostro alterego, altri tipi di astronave con differenti caratteristiche ed un ulteriore livello di difficoltà). I livelli di difficoltà immediatamente disponibili (Hard, Pro e Freak) presentano una curva di difficoltà elevata e si rivelano interessanti per l’uso della telecamera: se nel primo essa seguirà la navetta, facendo in modo da far corrispondere la destra e la sinistra del gioco con la posizione delle nostre mani, nel secondo avremo un taglio fisso in cui, nel corso del livello, dovremo tentare di non farci ingannare dalla nostra vista.

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Se detto così potrebbe sembrare poco, mi permetterò di ricorrere ad un paragone con un gioco che ha molte cose in comune con Goscurry: Super Hexagon (ne parlò sulle nostre pagine, più di un anno fa, il mitico Aurelio). Come per il gioco di Cavanagh, anche per l’opera di Giardini e Martinsson si può parlare di meccaniche essenziali le quali, però, forniscono al giocatore tutti gli strumenti per superare i propri limiti e quelli dei suoi avversari – è già stato implementato un sistema di classifiche online per i vari livelli di difficoltà, in base al giorno, settimana o l’intero mese. Inoltre, l’aspetto tecnico del gioco è davvero fantastico: la colonna sonora di Martinsson conquisterà immediatamente gli appassionati di musica elettronica e chiptunes ed accompagna, con la sua frenesia e velocità, l’adrenalinica azione di gioco, resa ancora migliore da una grafica estremamente semplice che ricorre pochi poligoni sullo sfondo (in futuro dovrebbero essere arricchiti di maggiori dettagli che suggeriranno l’idea di varie città, come si nota dagli obiettivi legati ad esse) illuminati da un robot col cappello.

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9 / 10

Goscurry è uno dei migliori giochi indipendenti che abbia provato negli ultimi mesi: appassionante e realizzato con cura, lo consiglio vivamente a chi cerchi un’esperienza particolare e sia pronto a mettersi alla prova. Il gioco è al momento disponibile su Windows, Mac e Linux (ma una versione per Android, iOS ed Ouya è in sviluppo) senza DRM sul sito ufficiale – vi consiglierei di approfittare del bundle con la colonna sonora, per soli 9,99 $ avrete una coppia perfetta per affrontare il “rientro” post-natalizio. Inoltre vi ricordo che è possibile votare per l’uscita di Goscurry su Steam grazie al solito Greenlight: il mio voto lo ha già ricevuto (è pure un progetto italiano! Forza votate!). Ora scusatemi ma devo andare, ho un record da battere.