Her Story – Se avessi il viziaccio del fumo, adesso ne accenderei una

29/06/15 – 14:00:00

Un paio di premesse prima di parlare insieme del gioco sperimentale più interessante da quando qualcuno mi ha raccontato la storia del povero Stanley. Uno: il mio interesse per Her Story è schizzato alle stelle non appena ho letto il nome dello sviluppatore. Sam Barlow è l’uomo dietro a quel piccolo grande gioco fuori di testa che era Silent Hill Shattered Memories. Se non lo avete giocato, sappiate che al netto di qualche insicurezza a livello di gameplay, è l’ultimo Silent Hill affascinante della saga. Anzi, mettiamola così, per certi versi, certe intuizioni narrative, stiamo parlando del capitolo più sorprendente, uscito fuori in un periodo in cui Silent Hill annaspava in un’agonia che avrebbe ben presto portato il brand alla morte.
Due:

24/06/15 – 00:02:00

Inizio il gioco di notte. Il sonno mi tiene in scacco senza pietà; la testa cerca continuamente il cuscino. Eppure vorrei scorticarmi le palpebre per sapere, per continuare l’indagine. Non ho ancora le idee ben chiare su cosa stia facendo realmente: so soltanto che digito parole chiave su un catorcio che pare sbucato fuori da un poliziesco degli anni novanta. Se avessi il viziaccio del fumo, adesso me ne accenderei una e studierei i video tenendola stretta tra i denti. Quando crollo sulla tastiera capisco che è il caso di ficcarmi nel letto e augurare una buona notte al mondo. Metto in pausa tutta la questione con la promessa di riprendere il tutto l’indomani, a mente fredda. Apro il taccuino, scrivo: “comincia dalla infoRmazione riservata“.

25/06/15 – 09:10:50

Devo dire la verità: crollare dal sonno è stata una benedizione. Ancora stordito dalle poche ore di riposo che mi sono concesso, mentre me ne vado a lavorare e non riesco a scacciare dalla mente quello che ho scoperto, penso che sarebbe davvero bello condividere l’indagine con un’altra persona. Un partner, come ce l’hanno tutti i grandi detective, insomma.
Ne parlo con Ilaria, la mia ragazza, e non appena decisi i ruoli di poliziotto buono/poliziotto cattivo concordiamo che questa sera cancellerò tutti i progressi ottenuti il giorno prima (ottenuti sacrificando preziosi minuti di sonno), e cominceremo da zero. Lei guiderà le indagini, io starò a guardare fino al punto di svolta, fino a quando informazione riservAta. Dopo di che, interverrò per continuare dall’esatto momento in cui ho interrotto.

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29/06/2015 – 14:03:25

Parlare di Her Story è come fare una passeggiata in un campo minato. Il gioco stesso inizia senza che si sappia nulla sul perché si sta indagando, o sul perché si stia utilizzando un relitto elettronico uscito dagli anni novanta. Non si sa nemmeno chi sia questo S.B. che, nel README sul desktop di questo accrocchio obsoleto, informa che basta scrivere un termine sulla barra di ricerca per mettere in moto i criceti e restituire tutti i video in cui viene pronunciata la parola ricercata. La prima parola che il gioco fornisce, il punto di partenza che ovviamente non è il vero punto di partenza, è MURDER. C’è stato un omicidio e c’è questa bella ragazza che ciancia a proposito di un certo Simon, quasi sicuramente la vittima. A quanto pare i sospetti cadono proprio su di lei.

25/06/15 – 18:06:00

Quando lascio il controllo del gioco a Ilaria, dopo aver visto i primi cinque video che il sistema ci ha fornito, lei si volta verso di me e domanda: “E quindi?”. Ridacchio, le dico di non fare la timida e provare a cercare qualcosa che possa aiutarci con l’indagine. Io saprei cosa cercare: mi basterebbe ripercorrere i passi che ieri mi hanno portato a scoprire che iPnformazione riserUata. Però aspetto che ci arrivi lei. Un po’ titubante (non ha un buon rapporto con i videogiochi e devo dire che è abbastanza scettica di tutta la questione), alza le spalle e digita SIMON. Il gioco le sorride di rimando, come se fosse uno specchio, capisce le sue intenzioni e le snocciola fuori tutta una serie di video in cui la nostra protagonista descrive Simon, la vita che fa, il loro rapporto, la notte in cui è scomparso. Io seguo ammirato, con un taccuino aperto, la penna pronta ad appuntare ogni nome, luogo, data che la ragazza ci rivela.
Ben presto la cosa diventa divertente: Ilaria entra nel meccanismo del gioco, mi segnala di appuntare quel nome, quella città o quel particolare ricorrente. Perfino le contraddizioni. Comincia a tirare a indovinare, a formulare ipotesi a proposito delle menzogne che legge in faccia alla donna, che abbiamo scoperto chiamarsi informazioNe riservata (e per un lunghissimo secondo di puro terrore crede che i filmati siano vero repertorio, e in effetti il merito va alla bravura dell’attrice che presta le sembianze al personaggio). Il gioco è praticamente entrato nel vivo e presto ci troviamo con due o tre pagine di parole chiave. Mi rendo conto che l’indagine che avevo iniziato il giorno prima era andata in tutt’altra direzione. Ilaria è riuscita a cavarle di bocca molte più informazioni, specialmente informazioni personali sul tipo di vita che lei e Simon conducevano, eppure non è ancora arrivata alla rivelazione a cui ero arrivato io il giorno prima. Possibile che la storia si modifichi sensibilmente seguendo le intuizioni del giocatore?

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29/06/15 – 14:06:55

La caratteristica straordinaria di Her Story è che riesce a presentarti questo puzzle di duecento e passa pezzi (tanti sono i filmati di repertorio dei vari interrogatori alla protagonista), dandoti inizialmente solo alcuni degli strumenti che ti serviranno a comporlo: sei seduto al tavolo, con questa scatola bianca, senza la figura di riferimento, e un mucchio di pezzi da combinare come vuoi tu. Non hai un inizio: puoi fare il furbo e cominciare dagli angoli, ma non avrai idea di cosa stai costruendo prima di arrivare al cuore dell’immagine; oppure puoi partire dal centro, di certo più difficile, ma le sfumature del contesto resteranno fosche finché non imbocchi la strada giusta, approfondendole. Dopo venti minuti ti sembra di aver risolto tutto, ma hai ancora una visione parziale del quadro: cominci ad avere un’idea della direzione lungo la quale si svilupperà la vicenda ma sei lontano dalla verità. E tu vuoi la verità.
Her Story scardina l’idea stessa di story telling lineare: puoi effettivamente arrivare all’ultimo “pezzo” della storia dopo pochissimi minuti, ma il quadro generale sarà talmente scarno che  sembrerà di aver costruito una casa su terreno instabile. Manca un movente, manca la situazione, manca l’arma del delitto.

25/06/15 – 19:37:00

Dopo più di un’ora di gioco io e Ilaria siamo talmente immersi nella storia che confrontiamo continuamente le nostre versioni. Le nostre versioni combaciano su molti punti, ma abbiamo idee profondamente diverse sui particolari che quella donna ci ha raccontato: informaZione riservata informazionE riservata. Procediamo ormai per tentativi, cercando di azzeccare un nome, un riferimento: il taccuino è una lista di cancellature; di strade già battute. Se avessi il viziaccio del fumo, adesso me ne accenderei una e muoverei nervosamente la gamba sinistra.
Mangiamo qualcosa — è ora di cena e indagare mette un certo appetito, ecco spiegate le tonnellate di ciambelle che vengono consumate dai poliziotti nei thriller — ma non smettiamo di discutere a proposito della risoluzione del caso. Ormai abbiamo tanti degli elementi che ci permetterebbero di arrivare a una chiusura.
Arriviamo al punto di muovere avanti e indietro manualmente i filmati, per leggere le menzogne su quel bel viso che non ci convince. Finalmente arriviamo a una strada inedita, un particolare che ci era sfuggito. Ci guardiamo sorpresi, scatto in piedi alla ricerca del telefono per cercare su internet informazioni a proposito di informazione riservata informazione riservataL informazione riservata. Non ci posso credere, è un’intuizione davvero fenomenale e forse contiene la chiave per arrivare al punto. Ilaria gira il foglio sul taccuino, afferra una penna e apriamo bene le orecchie.

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29/06/15 – 14:08:32

Her Story funziona alla grande perché la componente metagioco è semplicemente splendida: prendi il taccuino e tracci uno schema di relazioni dei personaggi; per libera associazione di idee ti metti a cercare una frase in particolare che ti ha colpito; scartabelli il quaderno avanti e indietro, scuotendo la testa e pensando che hai già cercato tutto. Poi capita quella parolina senza alcun interesse e ti apre tutta un’altra strada. Se potete giocatelo insieme a un’altra persona.
Lo zenit si raggiunge quando il gioco ti costringe a cercare informazioni al di fuori del gioco, coinvolgendoti in una caccia al tesoro davvero divertente e ingegnosa. Non capita spesso di emozionarsi così genuinamente di fronte a una scoperta: per questo Her Story è un’esperienza più unica che rara in un panorama che spesso sembra preferire la sicurezza del canonico piuttosto che l’insicurezza dell’eccezione. Mettere in mano al giocatore un potere simile, quello di doversi raccontare da solo una storia, di dover ricomporre questo quadro folle e frammentato, è una trovata tanto geniale quanto coraggiosa che va premiata.
Il sottoscritto ve lo consiglia caldamente: da tempo non mi capitava di provare quella bella sensazione degli ingranaggi che si allineano per arrivare alla soluzione.

26/07/15 – 12:34:07

Ho passato la mattina a leggere teorie a proposito del gioco. Ieri abbiamo finito la nostra indagine, gli abbiamo dato una chiusura perché la storia che abbiamo costruito ci sembrava abbastanza convincente. Siamo rimasti a parlarne fino a tardi, cercando di ricomporre questo specchio andato in frantumi, cercando di far combaciare tutti i pezzi. Ci siamo riusciti?
Il telefono ha vibrato: un messaggio. È Ilaria e mi chiede se questa sera possiamo giocare ancora e cercare di arrivare a tutti i video che non abbiamo avuto modo di vedere.
Se avessi il viziaccio del fumo, adesso me ne accenderei una e sorriderei tenendola stretta tra i denti.

Ho giocato Her Story con un codice gentilmente fornito dallo sviluppatore. Sei un grande Sam!

Her Story
8,5 Voto
Consigliato a

Chi vuole un titolo intelligente e nuovo, con un'intuizione geniale e la splendida capacità di farti sentire un'altra persona: un ispettore molto sagace

Sconsigliato a

Chi non si è incuriosito nemmeno un po' leggendo l'articolo e chi ha problemi seri con l'inglese: il gioco non è localizzato in italiano

Criterion 1