Holodrive – Quando i robot fanno boom

Sembra proprio che i giochi competitivi su pc non siano mai abbastanza. C’è un mondo di utenti pronti ad affilare riflessi, armi e sinapsi in scontri con altri giocatori, nel tentativo di affermare la propria supremazia o semplicemente spinti invece dalla voglia di qualche minuto di azione sfrenata che ci faccia dimenticare le noie della vita quotidiana. Holodrive dei BitCacke Studios si inserisce in questa nutrita schiera di titoli, proponendo uno shooter bidimensionale in cui tanti robottini dal look caruccio si divertono a distruggersi a vicenda.

Le basi sono semplicissime. Dal classico deathmatch (anche a squadre) alle modalità basate sulla raccolta di risorse, Holodrive getta in un’arena fino a otto robottini e li subissa di armi, bonus e poteri temporanei per seminare la distruzione che frutterà nella sperata vittoria. Il gameplay è tutto incentrato sulla frenesia, con movimenti piuttosto rapidi e la possibilità di utilizzare un jetpack per compiere momentaneamente salti più alti o lunghi del solito, magari accompagnati da una raffica di proiettili a tutto spiano durante la traiettoria. Il level design delle arene infatti è decisamente non lineare, nonostante l’azione sia legata alle due dimensioni: tra piattaforme, pannelli trasportatori, pannelli penetrabili unicamente dai proiettili e tunnel in cui tendere agguati, Holodrive richiede di essere sempre in movimento e non solo precisione nella mira, giocando molto sulle limitazioni del campo visivo per tenere sempre il giocatore in allerta. Bastano pochi secondi di distrazione, infatti, per vedere il proprio avatar robotico – personalizzabile con una miriade di oggetti estetici sbloccabili – andare in mille pezzi.

Robot che si picchiano e scoppiano = Micheal Bay Paradise.

Robot che si picchiano e scoppiano = Micheal Bay Paradise.

Di base, nelle meccaniche di Holodrive, non c’è nulla di davvero sbagliato. Certo, alcune armi – come il fucino da cecchino – risultano quasi inutili, in un contesto che fa della rapidità il suo forte. Così come alcuni poteri temporanei da raccogliere e attivare, che vanno dal classico boost ai danni all’invisibilità, passando per un blocco di ghiaccio in grado di bloccare l’offensiva avversaria, non appaiono sempre ben bilanciati. Ma sono tutte rifiniture che andranno probabilmente limate nel corso dei lavori, ora in fase preliminare e presenti sotto forma di Accesso Anticipato. Il gioco è veloce, semplice da prendere in mano e regala subito una manciata di partite di euforica distruzione.

Al momento ci sono però alcuni aspetti non pienamente convincenti. Il level design non soddisfa sempre, con mappe a volte confusionarie e altre volte invece fin troppo limitate; il gunplay a volte invece manca di inerzia, il che limita la percezione “fisica” di differenza tra armi. Irrisolvibile, invece, temo sarà lo stile grafico, davvero anonimo e piatto come pochi altri. Comprendo la necessità di rendere i robottini del gioco più “neutri” possibili, per invogliare la personalizzazione dell’avatar con cappellini e magliette varie. Ma Holodrive è sinceramente bruttino da vedere, e l’effetto non migliora nemmeno in movimento, con animazioni limitatissime e poco più che funzionali.

Guarda mamma, sono l'MVP!

Guarda mamma, sono l’MVP!

Al contempo, anche la progressione del gioco mi desta qualche perplessità. Ci sono acquisti in game con moneta sonante, al momento relegati a soli oggetti estetici, ma sui quali è sempre meglio essere guardinghi nei futuri aggiornamenti. Partita dopo partita, inoltre, si sblocca l’accesso a nuovi poteri in game che rendono sì più varie le partite, ma finiscono per incorrere talvolta nei problemi di bilanciamento di cui sopra. C’è da dire che però il matchmaking già da adesso funziona benissimo, con tempi d’attesa davvero ridotti.

Come ogni gioco in Early Access, anche Holodrive è un cantiere in continuo mutamento. Le basi per essere uno sfizioso divertissement tra un titolo più serio e l’altro ci sono tutte, così come però sono presenti problemi piccoli e grandi che non lo fanno, al momento, emergere nel mare enorme di produzioni indipendenti su Steam. Manca al momento quel fattore “unico” che lo elevi dallo status dei “buoni ma troppi”, come può essere ad esempio il nonsense furioso di Duck Game. Chissà se Holodrive riuscirà ad ottenerlo in tempo per la release definitiva.