I 5 JRPG che se non avete giocato non potete capire i drammi adolescenziali

Amici ma sopratutto amiche dello Shelter, bentornati al secondo appuntamento dello speciale de “Le cose che…” dedicato ai migliori giochi del passato. Dopo esserci presi a bottigliate in faccia per decidere la meravigliosa classifica dei migliori cinque RPG occidentali, abbiamo deciso di continuare la rissa inziata dal Colaneri nazionale per incoronare i titoli più meritevoli provenienti dall’estremo oriente. Voi siete pronti ad infilarvi in un vortice di sofferenze, plot twist, farm e cut scenes lunghe dalle tre alle diciotto ore? Che il flame abbia inizio! [Marco Tassani]

Chrono Trigger

chrono trigger

Se quasi ogni membro dello Shelter l’ha nominato tra i suoi preferiti, un motivo ci sarà: Chrono Trigger è un jrpg invecchiato benissimo, dalla grande atmosfera e dalle sontuose musiche. Il combat system che mescola frenesia e tatticità, la possibilità di vedere i nemici su mappa – roba che molti jrpg moderni nemmeno contemplano – e i numerosi finali sono poi la ciliegina sulla torta di un gioco fantastico, oggi come all’epoca. Sì, nonostante i personaggi disegnati da Toriyama tutti uguali. [Giuseppe “BastaConISayan” Colaneri]

Un classico senza tempo, recentemente tornato su DS. Per gli italioti che non masticano l’inglese, potete anche reperire la rom patchata in italiano: fu così che io lo giocai la prima volta, una decina d’anni fa. [Dario Oropallo]

Appena dopo averlo finito (di nuovo) in tempi recenti, lo avrei nominato forse il miglior JRPG di sempre. Fondamentalmente come succede con gli altri bei giochi del genere che ho completato. Per fortuna non ho dovuto fare una lista ordinata, altrimenti sarei finito in stato catatonico. Suggestivo e intelligente sia nell’aspetto che nella storia, ha solo da insegnare a qualsiasi produzione ruolistica giapponese da molti anni a questa parte. [Ennio “Lilithlun” Spione]

Ciao LordMagus, ti voglio bene. [Kelvan]

Sicuramente una pietra miliare della storia degli jrpg soprattutto per quanto riguarda l’intreccio della trama, sicuramente uno dei primi titoli del genere a sperimentare ” i finali alternativi “ o per lo meno quello fatto meglio (pure Leonardo ha inventato l’elicottero eh.. ma mica lo danno a lui il merito). Appassionante ed intrippante come pochi, se amate i jrpg DOVETE giocare a Chrono Trigger, anche se vi sembrerà uno di quei titoli merdosi fatti con rpgmaker, resterete stupiti da quanto vi infognerà il game desing in generale. [Sebastiano Battaglia]

Mi sono sempre sforzato di ricordare una cosa: ho giocato prima un RPG occidentale o un JRPG agli albori della mia carriera videoludica? Boh, l’età avanza e la memoria si fotte. So solo che tra i miei ricordi più belli c’è Chrono Trigger, figlio illegittimo di un connubio memorabile tra Dragon Ball, viaggi nel tempo (senza, una volta tanto, fare delle porcate ridicole con la trama…ciao FFVIII!), finali multipli ed una Squaresoft che oggi è solo un’ombra di ciò che era. Poi piace ad Avellone e quindi ciao. [Carmelo “Seph” Baldino]

Ho sempre il mio amato Chrono insieme a me, che sia sul telefono o sul Nintendo DS. [Marco Tassani]

Erano gli anni degli emulatori Snes, erano gli anni in cui c’era ICQ ed erano gli anni in cui io e Astro facevamo le nottate a parlare dei nostri drammi adolescenziali. Grandissimi momenti, gioco epocale. Colonna sonora imprescindibile. Da recuperare in qualunque versione, anche se l’originale resta mitica. [Davide Mancini]

Suikoden II

suikoden 2

Non l’ho giocato, ma Ruger mi ha fatto salire la scimmia. Portatelo su Ps Vita [Giuseppe “AiutatemiSpendoTroppo” Colaneri]

Quoto il buon Beppe di cui sopra: ho dato priorità ad altre saghe e di questa ho provato solo il quarto capitolo (universalmente riconosciuto come il peggiore…..OLÈ!). Lanciatemi i sassi. [Carmelo “Seph” Baldino]

Uno dei tanti JRPG che fecero la fortuna della prima PlayStation. Ricordo ancora l’introduzione che, nella sua semplicità, mostrava una grande avventura. Da riscoprire. [Dario Oropallo]

Incredibile seguito di un altro ottimo gioco che quasi tutti sembrano dimenticare, Suikoden II ha tutto quello che un JRPG dovrebbe avere, e forse anche qualcosa di più. È una bomba atomica di nostalgia: la caccia a tutti e 108 i personaggi con una scrausissima guida di PSN, le gare di cucina, la sensazione durante la storia che le mie azioni stessero davvero cambiando il mondo. Fuori dalle cerchie di appassionati, almeno in Italia, purtroppo ancora sconosciuto… probabilmente la pietosa (o estremamente ilare) traduzione ci ha messo lo zampino. [Ennio “Lilithlun” Spione]

Al suo tempo Suikoden mi sorprese dannatamente in positivo. Avete presente i pokemon? Beh qui, allo stesso modo, dovrete essere bravi a mettere su un vero e proprio esercito fatto di centinaia di personaggi tutti diversi tra loro con le proprie storie dietro, addestrarli ed avventurarvi in una storia fatta talmente bene da far impallidire ancora produzioni odierne. Insomma, forse uno dei predecessori degli jrpg tattici, se così vogliamo definirli. In suikoden II sono curatissime anche le meccaniche, soprattutto quelle di combattimento, il vero centro del videogioco. Se saprete superare le limitazioni grafiche di un vecchio titolo per PlayStation, avrete trovato un nuovo titolo da inserire tra “I miei videogiochi preferiti”. [Sebastiano Battaglia]

Grandissimo. Bellissimo. Geniale. Non so che cosa sia. [Marco Tassani]

Uno dei migliori videogiochi di sempre. Un mondo, nella sua limitatezza tecnica, a nostra disposizione in cui combattere per la libertà, 108 personaggi con relative storie da scoprire, amare e rendere partecipi di una grande impresa. Dinamiche semplici ed efficaci, ma contenuti di altissima qualità e ottima varietà. Un capolavoro, purtroppo sottovalutato [Davide Mancini]

Final Fantasy VI

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Il miglior Final Fantasy di sempre, se non esistesse Final Fantasy 9. Che però è piaciuto, ma non troppo, allo Shelter. Che dire? Forse il primo FF davvero maturo della serie, che perde il godurioso job system del quinto capitolo ma ne guadagna in personaggi, trama e ambientazioni. Ricordo ancora con piacere alcune sezioni di gioco e Kefka, uno dei migliori “cattivi” dei videogiochi. Almeno, per lo standard dei personaggi giappo, che è quello che è. Cioè basso. [Giuseppe “SonoRazzista” Colaneri]

Uno dei miei Final Fantasy preferiti. Che lo giochiate su SNES, PlayStation, GBA o emulato, poco cambia: godetevelo. E piangete sulle note dell’Aria di mezzo carattere. [Dario Oropallo]

Sopravvalutato. Si può dire sopravvalutato, in televisione? Cosa mi ha sempre dato più il nervoso di questo gioco è il continuo susseguirsi di scene che osservi (come personaggio) senza poter minimamente intervenire. Falle accadere quando non ci sono, fammi combattere con qualcuno di imbattibile, ma portare avanti la storia facendomi fare la statuina… no, per favore. [Ennio “Lilithlun” Spione]

Grazie a lui i Final Fantasy sono diventati sinonimo di jrpg in tutto il mondo. Cosa volete che dica di più? Gli altri, sono una sua emanazione. Troppo corto il commento dite? Fatevi un favore, andate su Youtube, e cercate “Final Fantasy VI soundtrack Terra”, e assaporato lo spirito di FF VI. [Sebastiano Battaglia]

Di FFVI ho amato 3 cose: la trama e la OST. La terza è un mucchietto di pixel con una fascia blu sulla fronte: Locke. Nessuno lo nomina mai, molti nemmeno ricordano chi cazzo sia probabilmente, eppure per me è stato, insieme a quell’immenso concentrato di geniale follia che fu Kefka/Cefca, il protagonista indiscusso di questo sesto capitolo. Era Il prototipo del “Ladro Caotico Buono” che puntualmente finivo per interpretare in ogni RPG (cartaceo o digitale) e se ho amato FFVI è soprattutto grazie a questo mucchietto di pixel con la fascia blu sulla fronte…o era una bandana? [Carmelo “Seph” Baldino]

Mech che marciano attraverso una tormenta di neve, mentre Terra’s Theme suona fiera. Pigliatevi ‘sti spicci. E ridateci Aurelio. [Marco Tassani]

Al netto del gap tecnologico rispetto ai capitoli successivi, il Final Fantasy migliore, nel complesso. Scrittura matura e decisamente sopra la media, carisma a palate, art direction suntuosa e colonna sonora da sturbo. Insomma, ogni momento di Final Fantasy VI è da scolpire nella memoria ludica a mo’ di comandamento imperituro. [Davide Mancini]

Xenogears

xenogears

La serie Xeno mi ha sempre spaventato per via del suo essere spalmata su non so quante console ed essere stata soggetta a infinite tribolazioni nello sviluppo. Devo averlo da qualche parte su PSP, in ogni caso. Quando toglierò dal groppone circa 200 titoli arretrati, magari lo proverò. E viva Xenoblade, in ogni caso. [Giuseppe “L’impegnato” Colaneri]

Bel titolo, ma… VIVA XENOBLADE PER WII! X NUOVO MESSIA! [Il Nintendario]

Uno dei primi, forse, a sperimentare grafica mista tra 2D e 3D. L’impatto visivo non è dei migliori ma di Xenogears non è sicuramente il punto di forza. Porta innovazioni nei sistemi di combattimento ispirandosi ai Final Fantasy insieme a tutto l’ambaradan di abilità. La trama è solida e profonda con una caratterizzazione dei personaggi quasi maniacale, vi ricorderà molto lo stile degli anime anni ’80. E poi cazzo ci sono i Gear! [Sebastiano Battaglia]

Se Torment rappresenta il “non plus ultra” delle tramone filosofico-metafisiche nel genere degli RPG occidentali, Xenogears rappresenta il suo Alter Ego nel mercato dei JRPG. E parlo di “Alter Ego” non a caso, perché qui Square si supera ancora una volta e ci ficca dentro di tutto: Nietzsche, Freud, Gundam con l’anima, schizofrenia, amnesia, Alpha e Omega, Id, Ego e Super-Ego. Una roba talmente malata dentro da portarci a pensare che in casa Square si facesse uso quotidiano di LSD e Crack. Infatti è risaputo che il 90% di chi l’ha provato ha capito solo il 10% della trama e i jappi, che son furbi, per semplificare si sono inventati il “Perfect Works”. Leggetevelo, così comincerete a drogarvi anche voi. [Carmelo “Seph” Baldino]

Quello che ha detto Carmelo. [Marco Tassani]

Nella sua follia, è uno dei giochi più intensi che abbia mai giocato. Anche quando sei lì e non capisci più un cazzo di niente, la forza che i personaggi e le loro, misere, vicende, ti infondono è pazzesca e semplicemente non ti puoi staccare dallo schermo. E soprattutto, ricordate, è un gioco che vi ricoderà, per sempre, che sposarsi non è una saggia scelta. Epico. [Davide Mancini]

Final Fantasy VII

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Sarò antipatico, vi avviso. Final Fantasy VII è uno dei giochi più sopravvalutati della storia. Bello eh, per carità, ma la stessa serie ha saputo regalare giochi migliori. Resta comunque un buon jrpg, con una trama sempre shonen oriented ma ben narrata, alcuni personaggi niente male e uno dei colpi di scena più sconvolgenti degli anni ‘90. Però il materia system fa proprio schifo al cazzo. [Giuseppe “ForzaVivi” Colaneri]

Final Fantasy VII è legato ad uno dei miei aneddoti preferiti sui videogiochi. Per farla breve, mi fu venduto per errore dal proprietario del negozio dove comprare videogiochi (rigorosamente pezzotti, o tarocchi che dir si voglia) per la PlayStation. Volevo FFVIII, ebbi il VII: dato che ero al primo anno di medie e MTV passava Evangelion, potete immaginare come sia finita. Fondamentale. PS: alcuni matti dicono che anche Crisis Core sia carino. Il Dario 18enne conferma, il Dario 23enne no. [Dario Oropallo]

Bello, deh. Si può dire qualsiasi cosa di FFVII… si può criticare, osannare, ha oggettivamente cose che non vanno e altrettante leggende metropolitane a giustificarle. È innegabile però come sia letteralmente storia. E pensare che la prima volta che lo vidi non mi piacque neppure! Ero a casa di un conoscente; io avevo solo il mio bravo PC (anche piuttosto datato) e mi ripetevo il mantra: “meglio il PC della Play Station, che posso anche usarlo per studiarci e fare altro”. Quante cazzate mi dicevo da ragazzino. Comunque, c’era lui che andava avanti e indietro per questa cittadella in degrado (che poi scoprii essere gli slums) a non fare assolutamente nulla se non arrampicarsi e parlare con delle persone. Mai giudizio fu più sbagliato. [Ennio “Lilithlun” Spione]

Io al suo posto avrei messo il 9, ma non lo schifiamo mica. Final Fantasy 7 ha il merito,a differenza del VI che non è così molto conosciuto se non tra gli appassionati, di aver fatto diventare famosa la saga della Squaresoft in tutto il mondo. Il merito va SICURAMENTE ad una trama molto appassionante, con qualche colpo di scena qua e la, e personaggi caratterizzati talmente bene che sono quasi più famosi del videogioco stesso. Insomma, uno dei pochi jrpg che vi costringerà ad andare a fondo per scoprire il destino di ognuno dei vostri protagonisti. Possiamo definirlo, la vera prima grande produzione Squaresoft per quanto riguarda i FF. Poi vabbè, roba comune con quasi tutti i Final Fantasy, colonna sonora da inchino. [Sebastiano Battaglia]

Non ho più l’età per fare il fanboy di FFVII. E non ho più l’età nemmeno per sopportare il post-trattamento (per gli amici “STUPRO!”) ai limiti del vergognoso che la nuova Square-Enix ha inflitto a questo capitolo che mi porto nel cuore. Non mi resta che fare il fanboy nostalgico di Sephiroth e chiudere con una speranza: fatelo ‘sto maledetto remake moderno, ma sostituite il finale con una scena in cui Sephiroth decapita Cloud, regala la testa a Tifa, si fa una grassa risata e poi lancia una Super Nova, disintegrando tutto il sistema solare. Al posto del ruggito di Red XIII fate comparire un messaggio di scuse per i 99 spin-off su cui avete lucrato e poi potrete pure chiudere il sipario, lasciandolo riposare in pace. [Carmelo “Seph” Baldino]

Alla fine dei ‘90 i protagonisti avevano i capelli a punta e la tamarraggine dentro. Oggi hanno la frangetta e sono emo. [Marco Tassani]

Era il 3 novembre del 1997, quando, senza sapermi cosa aspettare, tornai a casa con questo double jewel case dalla copertina bianca. La mia vita di videogiocatore non sarebbe stata più la stessa. Final Fantasy VII mi ha fatto scoprire i JRPG, mi ha insegnato l’inglese (grazie a mia sorella che stava lì e traduceva/giocava con me), mi ha fatto vivere un’avventura pazzesca e mi ha regalato, per la prima volta, un mondo talmente vivido da desiderarlo per una visita. Poi fa niente che non è il miglior gioco di ruolo a livello di sistema di gioco e ha buchi nella trama che manco seguiti, spin off e film hanno chiarito del tutto, è il mio gioco del cuore. E mi ha aperto un mondo. E poi, Tifa ti amo. [Davide Mancini]

L’angolo di Astro – Doom & Destiny

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In una classifica di JRPG è impensabile non inserire un gioco italiano. Davvero, che senso avrebbe tutta questa classifica senza il capolavoro del duo Ficarelli/Nicolotti? Doom&Destiny è la presa per il culo definitiva di questo bizzarro genere videoludico in grado di regalarci grandi gioie e grandi dolori nello stesso momento, ci farà ridere come degli imbecilli e finirà dritto nel nostro cuore sin dai primi minuti. Potete trovarlo a due spicci per ogni piattaforma, Windows Phone compreso, e a breve farà pure la sua comparsa su Steam. Non siete ancora convinti? Andate a rileggervi la nostra recensione! Fate presto, che il secondo episodio è già in lavorazione! Hop hop! [Marco Tassani]