Nintendo Wii U – Il mio Day One un anno dopo

Un anno e spicci fa Nintendo tirava fuori dal cilindro Wii U. All’epoca non ci avrei speso nemmeno una lira: il paddone mi sembrava scomodo come sedersi su un cactus, i giochi erano pochi, l’idea non tanto vincente come quella del Wii che, volenti o nolenti, aveva dettato le regole di un’intera generazione costringendo gli avversari a modificare in corsa la propria filosofia. E poi, comunque la lira non c’era più da un mucchio di tempo. Comunque non ci avrei speso nemmeno gli Euro, tanto per farla chiara.
Inoltre c’erano le solite cose che non andavano: Nintendo approdava all’online con una generazione e mezza di ritardo, così come l’arrivo -finalmente- all’alta risoluzione. E questo ritardo era fonte di antipatia. Non era possibile giocare in Off-TV play (leggi: sullo schermo del pad, con la TV spenta, che insomma era il cavallo di troia per entrare nelle case dei videogiocatori) con tutti i giochi, anzi, erano davvero pochi ad offrire questa possibilità.

Un anno dopo, in questi giorni, col caldo assente di un’estate che non s’è presentata all’appello, mi metto a sistemare l’armadio di Narnia in camera mia. Lo chiamo così perché ci butto dentro tutto quello che non entra più sugli scaffali della camera. Quindi tutto.
Una volta sistemato mi rendo conto di avere un casino di fumetti da vendere. Con i soldi dei fumetti venduti compro Wii U, in bundle con Mario Kart 8. Duecento euro e monetine. Sai che, mi sono detto, è passato un anno e in un anno Nintendo sembra aver sistemato quasi tutte le magagne: i giochi sono tutti giocabili in off-Tv play, il Miiverse è un’idea geniale, i titoli da recuperare sono tanti e di qualità. Insomma, ho iniziato la mia esperienza con l’ultima console di Nintendo un anno più tardi ma me la sto godendo da morire.
Questo articolo vuole essere una sorta di: vale la pena acquistare un WiiU un anno dopo?

mariokart
Partiamo col rispondere alla domanda: vale la pena? Sì, decisamente.
Con ordine, mi preme affrontare un paio di discorsi, uno legato all’esperienza individuale e uno a quella sociale della console. Che sembra una roba estremamente seria ma in realtà sono i due modi di vivere l’esperienza Wii U: nell’odio profondo verso il genere umano, isolandosi, e all’inverso, in totale comunione col creato.
L’esperienza del singolo utente è meravigliosa: Wii U è una console che ti permette di giocare quando vuoi, dove vuoi, col massimo della comodità. Senza doverti tirare i capelli con sorella\madre\moglie. E sì, a pensarci sembra un’idiozia (abbiamo comprato televisori mastodontici e adesso ci riduciamo a giocare su uno schermo da sei pollici?) ma all’atto pratico può salvarvi la vita.
Siete nel bel mezzo di una missione a Pikmin e vostra madre vuole vedere a tutti i costi quella schifosissima telenovela sudamericana (piena di incesti, tra l’altro) che si ostina a guardare? Premete select sul pad e ve lo giocate lì, con le cuffiette (così non siete costretti a sorbirvi quei dialoghi da mentecatti incestuosi) e con un sistema di controllo perfetto.
State giocando a Mario Kart, vi manca una corsa ma la vostra donna vuole vedere la trasmissione che le insegna a fare le torte (pare vero)? Vai, vedila, io continuo a giocare. Ed è una favola, davvero. È comodo, immediato, è rilassante. Smettete di giocare quando vi pare e non quando ve lo impongono.
Al di là di questo (perché può essere che avete pari diritto all’usufrutto dello schermo in salotto, no? Che diavolo) l’esperienza di gioco è favolosa: a un anno di distanza dall’uscita ci sono una decina di giochi imperdibili e molti, cercando bene, potete acquistarli a prezzo stracciato. Ho preso Zombie U (che tra l’altro è uno dei migliori survival horror degli ultimi anni)  a otto euro. Ho preso Pikmin 3 a meno di trenta. Con Mario Kart 8, incluso nella confezione della console, Nintendo mi ha regalato un gioco, e ho preso Wonderful 101 (fate ancora in tempo! la promozione scade il 31 luglio). Nintendo Land, affrontato insieme a qualcuno, è uno spasso. Non vedo l’ora di portarmi a casa Super Mario 3D World e probabilmente dare un’occasione al capitolo di New Super Mario.
La cosa meravigliosa è che ho davvero voglia di giocare. Una sensazione che non provavo da tempo: non quella di essere catturato da un videogioco (questo, ringraziando dio, mi capita ancora) ma avere voglia per il puro gusto di essere continuamente sorpreso. Di completare ogni aspetto del gioco perché stimolato a farlo.

nintendoland
Arriviamo al cuore del discorso che voglio affrontare: l’aspetto sociale di Wii U. Prima di tutto: è bellissimo comprare la console e avere già un secondo pad se si è possessori di Wii. Ho potuto giocare in due dal primo momento in cui ho scartato la console. Certo: Wiimote col Motion Plus e il Nunchack attaccati sembra venir fuori dall’ultima pellicola dei Transformers, ma non ci ho speso nulla. Se non un po’ di buon gusto.
Ho scartato il paccone (contento come un bimbo) insieme alla mia ragazza. L’ho voluta presente per condividere un momento così genuinamente bello. Sembra una stupidata, ma è una sensazione che ogni giocatore conosce: il rito di spacchettamento di una nuova console è un momento magico e sacro. Fatto sta che lei non è una che ama i videogiochi (a questo punto dovrei usare il passato) e, anzi, non capiva nemmeno tutto il mio entusiasmo. Dopo una giornata passata insieme a provare Mario Kart e Nintendo Land se n’è tornata a casa con in borsa il mio 3DS e le cartucce di Animal Crossing, Super Mario 3D Land, Professor Layton e Phoenix Wright. E questo sabato, dopo un mucchio di anni, organizziamo una serata di sfide a Mario Kart con tutti i miei amici. Mia sorella mi manda minacce su Whatsapp di come mi passerà la batosta a Mario Kart quando tornerà a casa da lavoro. È come la prima volta che ho visto mio padre e mio zio sfidarsi al tennis di WiiSports: ridicolo ma bellissimo.

C’è un aspetto ancora più magico: il Miiverse. Miiverse è una specie di forum interno alla console (consultabile però anche da PC e telefono, insomma da qualsiasi browser) dove gli utenti di tutto il mondo possono condividere messaggi, disegni, video, sul rispettivo topic del gioco che stanno giocando. Allo stesso modo possono chiedere aiuto, o scherzare a proposito di un aspetto, o seguire le personalità del social network.
Al di là del fatto che mi sento parte di qualcosa di grande (con Xbox live e PSN mi sentivo parte di qualcosa, ma quel qualcosa aveva i confini ben limitati della mia lista amici), Miiverse è la comunità più deliziosa che esista. Con Nintendo non poteva essere altrimenti.
Mi trovo a pensare che gente di tutto il mondo condivide stati d’animo legati a questi giochi e non con quell’ironia e quel sarcasmo velato di cinismo che hanno devastato internet. Condividono con gioia, perché gli interessa mostrarti com’è buffa la foto che hanno scattato al Pikmin rosso, o com’è carino il disegno che si sono impegnati per fare, o quanto sono stati veloci sul giro di Mario Kart 8 (e potete anche affrontare il loro fantasma e confrontarvi direttamente con chi fa il gaggio). Non è quella spietata decostruzione del giocattolo che ammorba ogni forum sulla rete (e che c’ha fracassato non solo i pidolini ma anche l’entusiasmo di poter vivere un’esperienza che sia semplicemente bella), è un inno alla gioia. Una cosa bella, insomma, come dovrebbe essere. Miiverse ti ricorda perché eri così agitato la sera prima dell’uscita di un gioco che aspettavi da anni. Ti ricorda che, ogni tanto, è bello tornare a entusiasmarsi per cose piccole.

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Tutto rose e fiori? Sì, sono esaltato come un bimbo. So che ci saranno momenti in cui mi pentirò di questo entusiasmo, quando non uscirà nulla per mesi e all’orizzonte ci sarà il vuoto. Per ora me la godo: ho un mucchio di giochi da recuperare, quelli che sto giocando sono favolosi e nei prossimi mesi ne ho altrettanti da giocare. Settembre, Ottobre e Novembre vivono del trittico Hyrule Warriors, Bayonetta 2 e Smash Bros. È davvero come essere tornati bambini, col giocattolo in grado di sorprenderti continuamente. Una bella sensazione quando pensi di aver visto tutto e sei stanco dell’ottima pappa che ti viene servita altrove anche se non capisci il perché.
Quindi: vale la pena comprare un Wii U a un anno dalla sua uscita? Sì, decisamente. Adesso come adesso non mi viene in mente un modo migliore per investire duecento euro se si vuole comprare una console.

Ah, vorrei dedicare questo pezzo all’amico Aurelio che, a forza di sentirmene parlare, ha appena ordinato una premium nuova di zecca con tanto di Mario Kart. Attento ai gusci blu.