Out of the Park Baseball 16 – The best just goes better

Recensire in maniera soddisfacente un titolo come Out of the Park Baseball è complicato, soprattutto in un mercato, quello italiano, dove il baseball non è così popolare come il calcio. Se per Football Manager posso parlarvi di storie che, volenti o nolenti, tutti conoscono e capiscono, di certo se vi raccontassi di come l’intera comunità di Toronto abbia apprezzato il ruolo del mio lanciatore Mark Buehrle nell’avvicinare le persone al baseball e costruire una dinastia di successo non vi colpirebbe poi tanto. Forse sareste più coinvolti dalla storiaccia del mio terzo battitore che si è infortunato a un molare per colpa di un panino al sesamo, ma questi sono brutti episodi che dovrebbero rimanere nel buio dello spogliatoio.

OOTPB 16

Avete presente la droga per eccellenza dei fan degli sport americani? Lo score center di ESPN, sì. Ecco, lo scorecast di OOTPB è più o meno quello.

Ecco, queste piccole grandi storie, fatte di momenti serissimi e altri quasi incredibili, colmano definitivamente l’unica mancanza dello storico manageriale di baseball statunitense: il senso di attualità viva e concreta. Se l’anno scorso finalmente il tanto amato human touch, che ha caratterizzato gli ultimi anni del manageriale calcistico britannico (tanto venerato da me e il Nabacchio nazionale) aveva dato corpo alle vite dei giocatori e alla vita quotidiana della lega, quest’anno il mondo di OOTPB è profondo e multisfaccettato come gli altri aspetti del gioco. Se siete appassionati della saga, potrei chiudere la recensione qui, aggiungendo solo che finalmente il titolo gode della licenza ufficiale MLB e MLB.com, ovvero di tutto l’universo del baseball professionistico americano, per cui sì, non c’è più bisogno di patch e roster custom, ma potete simulare la stagione cominciata cinque giorni fa già out of the box — il che aggiunge un senso di realtà pazzesco al titolo, soprattutto nella veridicità delle news e nello sviluppo della stagione (a patto, ovviamente, di scegliere un team di MLB). Detto ciò mentre molti di voi stan già lì a lanciare soldi sullo schermo, a ben ragione, mentre acquistano da Steam o dal sito ufficiale, andiamo a scoprire le altre novità del gioco.

La capacità di OOTB 16 di adattarsi alle esigenze del singolo giocatore è impressionante.

Innanzitutto, la scalabilità di OOTPB 16 è impressionante, grazie alla possibilità di giocare sia solo nella tuta da Manager, sia solo in completo scuro per fare il GM, oltre la canonica modalità deus ex machina. Questo non vieta, come al solito, di impostare una qualunque via di mezzo, delegando all’IA parte di compiti di amministrazione quotidiana della franchigia scelta, per evitare di invecchiare malissimo prima di premere il tasto per far avanzare il tempo di un giorno. Gli elementi da gestire sono tanti, ma restano ancora quasi tutti di natura sportiva, mentre la proprietà della squadra si fa sentire definendo obiettivi sulla breve e lunga distanza, indicandoci la strada da percorrere e segnando, inevitabilmente, il nostro destino. Gli strumenti a disposizione sono tanti e devo dire che il lavoro di rifinitura grafica dei dev continua a migliorare nel rendere più comprensibili e leggibili i tanti numeri che ci raccontano, nel dettaglio, un mondo che da sempre si basa sulle statistiche. C’è da dire che ai numeri si affianca, finalmente, un sistema semantico di abilità per lo staff di coach che rende decisamente più facile e veloce la vita in alcune circostanze, soprattutto quando si tratta di dover impostare una certa filosofia di gioco. Da questo punto di vista, poi, è stato completamente riprogettato il sistema di definizione della strategia, decisamente più snello ed efficace, grazie a degli slider che, in pochi secondi, definiscono a grandi linee il comportamento della squadra, fermo restando che è sempre possibile, in ogni momento, microgestire il tutto. Il valzer fra micro e macro, in generale, è stato migliorato, rendendo in ogni aspetto di gestione la vita più semplice ai giocatori, grazie a tanti piccoli strumenti in grado di scremare la mole dei dati in maniera decisamente più rapida che in passato. In ogni caso, le possibilità sono davvero infinite e il gioco permette di essere vissuto in maniera completamente personale, attraverso una pianificazione su medio/lungo periodo che permette addirittura di impostare sostituzioni e cambi strategici preventivi, fino alla gestione diretta day-by-day, fatta molto più di istinto che di progettualità. Certo, per vincere c’è bisogno inevitabilmente di entrambe le doti, ma è la capacità di OOTB 16 di adattarsi alle esigenze del singolo giocatore e al suo stile di amministrazione è impressionante.

OOTP 16

Non siamo ancora ai livelli di FM, ma il simulatore 3D di OOTP inizia a prendere forma per benino.

Dal punto di vista tecnico, OOTPB 16 continua il suo lento processo di modernizzazione, che l’anno scorso ha regalato un’interfaccia estremamente gradevole e ordinata. Quest’anno il titolo riparte da lì, con qualche accorgimento di pulizia e chiarezza espositiva, ma punta soprattutto a rendere più gradevole l’aspetto della partita, grazie a una nuova resa delle traiettorie nella simulazione simil-3D e ai modelli dei 30 stadi della MLB. Certo, quest’attenzione spasmodica verso la Major League sposta decisamente il fulcro del gioco sul campionato americano, mettendo un po’ in ombra l’enorme database che il gioco offre, comunque, a disposizione dei giocatori. Ma anche qui, la libertà è al solito altissima e tutti possono vivere la propria versione della stagione di baseball 2015: dai Pirati di Rimini alle independent league nipponiche, passando per la fondazione del proprio team di MLB verso la scalata del successo, nulla è precluso in OOTPB 16. La lunga via verso le World Series o il massimo trofeo della nazione scelta è lastricata di storie incredibili, sessioni di mercato e di pianificazione di budget faticosissime e piene di cavilli burocratici (sì, il mercato è difficilissimo, soprattutto in MLB), sconfitte brucianti al nono inning e scouting perverso che ci fa vedere una potenziale star come un giocatoruncolo da 3 stelline, salvo poi metterlo in campo per emergenza e scoprire che batte valide come pochi al mondo. Tutto questo è OOTPB 16, il miglior manageriale sportivo in circolazione, a patto di amare il baseball, i numeri e le sfide complicate.

Out of the Park Baseball 16
9,5 Voto
Consigliato a

Chi ama il baseball, i manageriali sportivi e il mondo degli sport americani.

Sconsigliato a

Chi crede che il diamante sia solo un gioiello.

Criterion 1