Rebuild 3: Gangs Of Deadsville – Rick e Shane sempre felici

Il mio primo incontro con la saga di Rebuild non è stato dei migliori: dopo aver messo le mani su una versione veramente incompleta e averne parlato in anteprima esponendo diversi dubbi, non mi aspettavo chissà cosa da questo simulatore gestionale di “State Of Decay in isometrica”. In fondo, quel numeretto nel titolo avrebbe dovuto farmi rilassare, visto anche che gli sviluppatori del gioco sono gli stessi di altri titoli piuttosto blasonati come Incredipede e Deep Under The Sky. Quindi, a quasi un mese dalla prima prova, sono tornato incerto sulla versione definitiva e sono veramente felice di poter dire che l’esperienza di gioco è cambiata notevolmente.

Per dirla velocemente, Rebuild 3: Gangs Of Deadsville è un gestionale a tema apocalisse zombie in cui, una volta creato il nostro superstite, affronteremo ogni tipo di sfida che un tale sfacelo può produrre: dalla ricerca di altri superstiti, alle missioni di ricerca materiale, lo sterminio di zombie fino alla ricreazione di un sistema socio-politico in grado di trasformare la propria nuova realtà in un contesto del tutto autonomo. Con mia grande sorpresa, Northway Games ha approfondito tutti questi aspetti prima di rilasciare il gioco ed è con grande piacere che faccio un passo indietro e chiedo scusa per il mio terribile scetticismo iniziale.

Possiamo decidere se giocare a turni o se far controllare a un timer la libertà d'azione dei nostri personaggi. Personalmente ho optato per la prima opzione.

Possiamo decidere se giocare a turni o se far controllare a un timer la libertà d’azione dei nostri personaggi. Personalmente ho optato per la prima opzione.

Prima di perdermi in una serie di complimenti, però, è giusto sottolineare che il passato della serie di Rebuild ha visto il passaggio da una formula totalmente gratuita (Kongregate), a una realizzazione mobile, per poi sintetizzarsi in quello che è il terzo capitolo di cui parliamo oggi. Dico ciò perché questi presupposti sono anche il motivo per il quale molti storceranno il naso per alcuni aspetti, quali l’interfaccia e la qualità grafica. Ma procediamo con ordine! Prima di tutto, il sistema 4x di Rebuild 3: Gangs Of Deadsville è stato pensato per offrire e soddisfare 5 principali bisogni: la difesa, lo sviluppo, l’edilizia, la ricerca di materiali e la guida psico-morale. Per ognuno di questi campi, infatti, potremo trovare e addestrare superstiti cercando di migliorare il più possibile in ogni campo e, ovviamente, risolvere più efficacemente le singole insidie. Ogni singolo aspetto ha degli effetti concatenati, ma meglio fare un esempio: il nostro Ugo Laccicapucci è un costruttore (subito identificabile dal colore verde del suo avatar) che ha una conoscenza di base di come piazzare due mattoni. Da solo può costruire una fattoria in 3 giorni (o 3 turni di gioco), a se aiutato da un altro personaggio potrebbe impiegarcene uno meno. Se poi questo secondo personaggio fosse anche lui un costruttore, magari di livello superiore, 1 giorno sarebbe più che sufficiente. Non solo, mettiamo anche che i due interagiscano spesso insieme e che Ugo sia un assiduo bevitore di Jack Daniels: BAM, un bicchiere tira l’altro e anche il secondo personaggio potrebbe sviluppare questo bisogno (che in termini di gioco si traduce nel dover avere un bar per risollevare il morale).

Una volta espansi come si deve, la prima necessità diverrà quella di creare un sistema governativo.

E potrei pure continuare, considerando che ogni singolo elemento gestionale non è solo strettamente collegato alla categoria che lo riguarda, ma agisce con un effetto a cascata anche su gli altri elementi diagonali (relazioni interne ed esterne, azioni bonus, bottino ottenuto). Passando invece sul lato macrogestionale, l’espansione della nostra base operativa passerà sempre da almeno due passaggi obbligatori: sterminio degli zombi e conquista dello stabile. Che sia una banca (che offre protezione bonus agli edifici vicini), un centro commerciale o un ospedale, quasi ogni edificio avrà un’importanza strategica vitale ai fini del gruppo e della propria comunità, offrendo nuovi posti letto per i possibili superstiti che potremo trovare (e convincere a rimanere grazie all’abilità di leadership), o nuovi campi da coltivare per soddisfare la richiesta giornaliera di cibo. Una volta espansi come si deve, la prima necessità diverrà quella di creare un sistema governativo, decidendo se gestire tutto da soli (creando quindi una dittatura), se creare un parlamento o se lasciare al popolo la libertà di scelta (pfff, poveri illusi). Da questo momento in poi, le situazioni morali e gli eventi sui quali dovremo dire la nostra cominceranno a fioccare e ogni scelta porterà dei relativi effetti positivi o negativi in base  a tanti altri fattori, primo dei quali gli alleati.

Quasi ogni scelta prevede opzioni basate o sulle abilità dei personaggi o sul possesso di oggetti particolari.

Quasi ogni scelta prevede opzioni basate o sulle abilità dei personaggi o sul possesso di oggetti particolari.

Non pensavate mica di essere gli unici rimasti in vita, vero? Proprio come in The Walking Dead, non passerà troppo tempo prima che qualcuno cominci a farsi notare o, addirittura, a dettare legge sui nostri possedimenti (in base al livello di difficoltà scelto). In generale, ogni relazione con le fazioni (tutte molto diverse e ben caratterizzate) dipende dal rapporto di forza/diplomazia che si deciderà di attuare. Se resi amichevoli, gli scambi saranno aiutati da notevoli sconti; se attaccati con la forza o infastiditi da determinate azioni — come l’impossessarsi di territori vicini, poco conta se pieni di zombi — il risultato potrebbe essere l’opposto. Ecco quindi come tutte e cinque le sfere di influenza coperte dalle “classi” dei personaggi diventano necessarie per riuscire a rimanere vivi, creare nuove comunità e, successivamente, spostarsi in nuove città dove riprendere la propria opera di ordine. Un complesso sistema gestionale che, però, è stato reso molto più semplice e intuitivo grazie a dei rapidi consigli nelle prime fase di gioco e a una notevole quantità di testi descrittivi in grado di spiegare per bene le singole situazioni che affronteremo.

Come dicevo prima, però, Rebuild 3: Gangs Of Deadsville non è solo piacere per esploratori e uomini di gestione, ma comporta alcuni piccoli problemi sui quali è vitale chiudere un occhio per non buttare nel dimenticatoio un gioco tanto interessante. Il primo di tutti è sicuramente il sistema di controllo: fin troppo pensato per il mobile, non solo non permette lo scorrimento della mappa con il semplice puntatore (si deve per forza fare clic e trascinare), ma aspettatevi di selezionare senza volerlo personaggi intenti a svolgere il proprio ruolo, per poi dover, chiaramente, riassegnarli a ciò che stavano facendo. Anche la scelta su che tipo di azione svolgere confonde il giocatore avendo due modalità diverse: potremo infatti interagire sulla zona, selezionare l’azione da svolgere da una finestre e poi decidere a chi farla compiere (con un tripudio di clic inutili), o più semplicemente spostare il nostro pupino sull’area interessata e scegliere da un menu radiale (molto più rapido). In più, si aggiunge anche un sistema di gestione inventario molto caotico, in cui dovremo aprire finestre su finestre anche solo per equipaggiare un’arma o un elmetto, oggetti che sul lungo termine posso fare la differenza in quelle occasioni problematiche (invasione zombi, persuasione su leader di fazioni opposte).

Determinati edifici prevedono una catena di mini quest per poter essere controllati e sfruttati al meglio; è il caso di grossi impianti elettrici o impianti idrici in grado di migliorare il morale della nostra comunità.

Determinati edifici prevedono una catena di mini quest per poter essere controllati e sfruttati al meglio; è il caso di grossi impianti elettrici o impianti idrici in grado di migliorare il morale della nostra comunità.

Gli ultimi due GROSSI nei di Rebuild 3: Gangs Of Deadsville sono rappresentati dalle meccaniche che danno anche forza al gioco. Prima di tutto la ripetizione delle azioni: non c’è grande varietà nelle possibilità di gioco e tra la poco più di una decina di città disponibili dovremmo sempre e sistematicamente esplorare, arrabattare, sterminare, conquistare, scambiare, il tutto spesso in una meccanicità di azione ai limiti della noia. Soprattutto nel caso in cui si decida di non essere aggressivi, avremo vita facile e termineremo in fretta i nostri quadri. Il secondo grosso neo, invece, è dato dalla ripetizione dei testi: non fraintendete, ci sono moltissime linee di testo da leggere, così come sono tantissimi i casi che avverranno in maniera del tutto casuale e che sui quali dovrete ragionare prima di prendere una scelta, ma il 90% delle volte avranno una presentazione e un testo simile tra di loro, facendo perdere del tutto il bello di leggere e di scoprire dalla descrizione fornita cosa dovremo affrontare. L’impressione è anche che questi eventi non capitino tanto spesso quanto dovrebbero per bilanciare un’esperienza altrimenti troppo monotona, ma per lo meno alzando il livello di difficoltà si viene impegnati da situazioni di gioco più complesse.

Insomma, Rebuild 3: Gangs Of Deadsville non è sicuramente un 4x tale da potersi permettere di rivaleggiare con i grandi del genere, ma nel suo piccolo, e soprattutto nella sua opera di dipingere un sistema socio-economico sotto apocalisse zombie, riesce davvero molto bene. Se la cara Northway decidesse di modificare qualche piccolo elemento di gameplay e di controllo, questo nuovo episodio di Rebuild potrebbe benissimo fare il saltino tra i giochi decisamente consigliati, ma fino ad allora rimane solo un bel diletto per gli appassionati del genere. Lo trovate a  12 euro su Steam e per il mio dittatore capitalista è un prezzo davvero onesto per la quantità di ore che può offrire.

Ho reso il mondo un posto migliore con le mie leggi e i miei proseliti grazie a un codice gentilmente offerto dagli sviluppatori.

Rebuild 3: Gangs Of Deadsville
7,5 Voto
Consigliato a
Chi voglia provare un gestionale a tema apocalisse zombie, chi vuole avvicinarsi al genere senza doversi perdere dietro a mille valori diversi, chi cerca un semplice passatempo da godere con calma e tranquillità.
Sconsigliato a
Chi non può sopportare meccaniche ed elementi mobile in giochi PC, chi cerca un 4x complesso e arzigogolato, chi non ha voglia di leggere pagine e pagine di descrizioni e preferisce l'azione a una gestione più oculata degli eventi.
Criterion 1