Sacred 3 – Diciamola bene

Premessa: se c’è una cosa che ci piace, qui su The Shelter Network, è l’essere liberi di poter dire tutto senza troppi peli sulla lingua. Non abbiamo vergogna nell’ammettere che qualcosa sia fatta coi piedi, né nel difendere qualche titolo poveraccio che la massa snobba perché è capitato nel mirino di qualche becero coi paraocchi. Quindi quello che vi apprestate a leggere non sarà la solita solfa di tutti i poveracci che, giusto perché va di moda, hanno gridato all’oscenità provando Sacred 3. No, non ci importa che “ohmammamia ma non c’entra niente con i vecchi capitoli!!11!1!!“, a noi interessa considerare cosa Sacred 3 è veramente. Per farlo, iniziamo con la decostruzione dell’ignoranza crassa dilagante.

Cosa NON è Sacred 3?

A causa probabilmente di un titolo appartenente a una mediocre saga di hack’n’slash, il titolo di Keen Games non ha nulla in comune con tale genere e onestamente mi pare ridicolo continuare a dargli contro per questo motivo. Non solo, il gruppo di sviluppo tedesco non ha neanche tanto nascosto questa nuova direzione di gioco spiccatamente action, né durante la beta, né tanto meno nel voler seguire, anche tematicamente, il nuovo trend che era già stato lanciato con Southend Interactive, ovvero Sacred Citadel (che come questo è stato pubblicato da Deep Silver/Koch Media). È anche ammissibile che qualcuno se lo sia perso per strada dopo quell’obbrobrio del secondo capitolo (massimo rispetto eh, era un prodotto carente sotto ogni aspetto quindi è giusto essersi dimenticati della saga per Sacred 2), ma ignorantia legis non excusat, quindi se volutamente la famigerata K4$T4 ha deciso di trovare un collegamento di gioco lì dove non è mai esistito… be’ fattaci vostri. Insomma, ecco, risparmiateci la valanga di critiche decisamente poco costruttive sull’assenza di loot, sugli skill tree piuttosto semplici, o la mancanza delle rune: Sacred 3 non li ha mai previsti, non sprecate aria che potrebbe servirvi.

La mappa sarà alla nostra mercé, ma è sicuramente consigliabile seguire il percorso consigliato.

La mappa sarà alla nostra mercé, ma è sicuramente raccomandabile seguire il percorso consigliato.

Cos’è DAVVERO Sacred 3?

Detto ciò, veniamo a noi con la leggerezza sul cuore: come già accennato, Sacred 3 ha deciso di intraprendere una strada tutta impregnata di azione e spettacolarità, rivoluzionando il proprio fulcro con una formula molto più diretta e fracassona, rispetto a una potenzialmente più tattica e complessa come quella che potrebbe avere un h’n’s (di serie B, visto l’ambito). Cosa comporta ciò? Che l’intera struttura sia stata pensata come una grande mappa da seguire, livello per livello, per completare le missioni che porteranno alla liberazione di Ancaria da parte di un manipolo di eroi della resistenza. Chiaramente la trama e, soprattutto, la maniera in cui viene narrata non sono certo superlative: la prima è quanto di più ovvio possiate aspettarvi, mentre la seconda, nonostante le ottime scene disegnate a scopo introduttivo per ogni quadro relativo alla storia, si perde in una sorta di humour spiccatamente inglese con battutine a tratti grottesche. Niente di che, non ci aspettavamo una trama di Lynchiana memoria e, sinceramente, il lavoro artistico viene messo in risalto per ogni singola occorrenza prevista.

Alla stessa maniera, il lavoro che sta dietro la caratterizzazione del mondo, tra nemici, colori, ambientazioni e così via, è decisamente sopraffino. Parliamo di un gruppetto di sviluppatori, sia chiaro, niente che abbia a che vedere con le grosse unità dell’ormai defunta Ascaron, ma la personalizzazione del lore risulta profonda e molto ben studiata. Che si tratti dei nemici, ad esempio, con le loro varianti tra razze diverse, armi incendiarie, scarabei ad esplosione o piante assassine, o magari delle singole ambientazioni, tutte estremamente curate nei dettagli, nelle bandiere svolazzanti, nei passaggi dinamici modificati in base agli eventi della storia, nelle zone infestate da trappole (mortali) o dalle stanzine segrete che troverete solo se vi lancerete alla scoperta di zone remote. Certo, viene a mancare il free roaming e il mondo enorme e liberamente esplorabile, e allora? I quadri sono stati concepiti singolarmente, con un inizio e una fine, così da poter impostare l’esperienza tra i fatti narrati e i personaggi che faranno capolino nel nostro viaggio di liberazione.

Le #POPPE non possono mai mancare! Soprattutto se così bene disegnate!

Le #POPPE non possono mai mancare! Soprattutto se così bene disegnate!

Proprio i personaggi, per quanto stereotipati a dall’umorismo minimale, saranno perennemente presenti in questa formazione:

  • Aria, la figlia veggente che tutto farà tranne che darci consigli vantaggiosi.
  • Il nostro eroe, rappresentato da uno delle quattro+uno classi disponibili (guerriero iNiorantissimo, arciere fighetta, Serafina spargiluce e Amazzone stragnocca con lancia + un Malekith non pervenuto causa DLC venduto separatamente).
  • Lo spirito dell’arma: una sorta di tributo ai titoli passati, in cui sbloccheremo “personaggi” famosi come il guerriero mago, il nanazzo o la vampira, i quali ci forniranno bonus e malus per la nostra avventura.

Tutti e tre i partecipanti cianceranno spesso durante il percorso, intercalati occasionalmente dalle frasi di minaccia di tutti i vari cattivoni. Anche loro, senza discostarsi dagli stilemi classici, forniranno un accompagnamento piacevole a un’esperienza che per certi tratti avrà un sapore tendenzialmente comico.

Sacred 3 è un action game frenetico, spettacolare e pieno di ritmo che merita di essere provato, soprattutto se in compagnia.

La mappa a disposizione sarà liberamente esplorabile da subito, a nostro rischio e pericolo: ogni quadro è consigliato per un determinato livello e, dopo aver fatto lo sborone provandone uno di 4 livelli superiore al mio attuale, ho capito anche il perché. Oltre alla missioni principali, raffigurate da costruzioni del mondo di Ancaria, avremo pure delle missioni secondarie di sterminio generico (quelle rotonde) e le arene (quelle a stella): proprio le ultime ci permetteranno di sbloccare dei bonus da sfruttare poi nelle fasi più complesse e affollate del gioco. Se utilizzati, questi bonus potranno eventualmente essere ricomprati nell’emporio tra una missione e l’altra. In questo frangente potremo anche potenziare quelli che saranno i nostri tratti di forza, caratteristici di classe in classe: l’armatura (che diventerà anche visivamente più presente), le armi (tre diverse per ogni personaggio, ognuna con statistiche e punti di forza/debolezza) e le nostre devastanti abilità. Queste non sono tutte ispiratissime, è vero, soprattutto perché alcune — così come per l’equipaggiamento — richiederanno di raggiungere livelli di esperienza avanzati per essere potenziate a dovere (io ho raggiunto il livello 25 su 50 a una prima run). In ogni caso, quasi tutte le abilità, per ogni classe, avranno un utilizzo unico, così da lasciarvi libera scelta in base alle vostre preferenze di approccio.

L'azione di gioco è frenetica e incredibilmente divertente, soprattutto durante l'uso delle abilità dei personaggi!

L’azione di gioco è frenetica e incredibilmente divertente, soprattutto durante l’uso delle abilità dei personaggi!

Una volta sul campo di battaglia, lo spettacolo ha inizio: tra colori forti e animazioni fluide e convincenti, il gameplay di Sacred 3 alterna momenti di estrema adrenalina ad altri di movimento più calmo o esplorazione in cerca delle zone nascoste. Difficilmente rimarrete sorpresi per incontri o imboscate, ma la maniera in cui sarà gestita la telecamera (cambiando anche angolazione in certi casi), e soprattutto la struttura dei livelli, permettono di apprezzare molto più ogni singolo ambiente di Ancaria, il quale tenterà di lasciarvi a bocca aperta per ogni missione da svolgere. Foreste, paludi, mega fabbriche di armi, castelli, cittadine, villaggi rurali, porti… insomma, il lavoro di personalizzazione è enorme (rispettando quello che avevamo anche visto in Sacred 2 — alla faccia dei troll) e se anche il level design risulta piuttosto lineare, la maniera in cui si attraversano gli ambienti rapisce e affascina.

Ovviamente, gli scontri sono il clou di tutto: oltre alle unità semplici, da mischia o da distanza, alcuni nemici richiederanno prima un colpo per rompere la loro difesa, mentre altri dovranno necessariamente essere fermati durante i processi di evocazione o quant’altro. Ne viene da sé come la varietà dei nemici sia molto alta, nonostante non si possa dire lo stesso dei boss. In più, avremo a nostra disposizione due attacchi speciali, oltre alle abilità prima citate: con l’assalto di potenza bloccheremo un boss nemico per infliggere danno a tempo (previa pressione di un pulsante in maniera forsennata), mente con l’esecuzione salteremo in testa al nemico prono per finirlo in un colpo solo. Il tutto si traduce in un tripudio di colori, sangue e morte che sul campo di battaglia ricordano molto il genere originario della saga, ma che in verità assume più la forma di un God Of War/Darksiders in visuale isometrica.

Tra un quadro e un altro, potremo potenziare le nostre abilità e le nostre armi, analizzando i bonus per ogni upgrade (e godendo del modello 3D del nostro personaggio sempre più vestito, purtroppo).

Tra un quadro e un altro, potremo potenziare le nostre abilità e le nostre armi, analizzando i bonus per ogni upgrade (e godendo del modello 3D del nostro personaggio sempre più vestito, purtroppo).

Ma allora perché Sacred 3 non convince?

Evitando di nuovo tutta quelle serie di questioni che non appartengono minimamente all’affaire Sacred 3, in verità le ragioni sono molto più semplici e per certi versi meno piacevoli. Prima di tutto, il comportamento dei boss è quasi sempre lo stesso: arrivare in fondo agli scenari (circa 20/30 minuti l’uno) e ritrovarsi un nemico che utilizza lo stesso pattern di attacco è abbastanza triste; annientato il primo, sconfiggere gli altri sarà una mezza passeggiata. Stesso discorso anche per i miniboss, sempre identici (in base alla classe) e sempre con lo stesso tipo di atteggiamento negli scontri. In generale, comunque, Sacred 3 si rivela un gioco troppo facile: il consiglio è quello di iniziare subito dal livello massimo (ne sbloccheremo altri due), quantomeno per percepire un minimo di sfida in quei rarissimi casi in cui i livelli terminano in maniera differente, così come nell’ultimissimo assalto. Inoltre, nonostante i livelli siano stati gestiti squisitamente, anche con una certa varietà a volte, è piuttosto papale che alcune sezioni siano state copia-incollate tra i quadri per essere resi un po’ più lunghi: una scelta un po’ necessaria visto che la qualità delle missioni secondarie è davvero bassa, con gli stermini fin troppo veloci e le arene che… be’ sono solo arene. In più, anche Sacred 3 ha subito il vergognosissimo processo di marketing al quale ormai siamo stati abituati: uscito il gioco, sono stati resi disponibili da subito ben TRE DLC, di cui almeno due sembrano essere stati estirpati dalla versione completa del gioco per poterci lucrare sopra. Per finire, nonostante le varie patch uscite fino a due settimane dopo il rilascio, il gioco continua a presentare alcuni bug leggermente fastidiosi, come l’assenza di audio in certi momenti, l’interfaccia che sparisce o il reset delle impostazioni online.

Sacred 3 si rivela un gioco troppo facile: il consiglio è quello di iniziare subito dal livello massimo.

Eh sì, perché se c’è un punto su cui Sacred 3 dovrebbe essere considerato, più che per l’esperienza singleplayer, è esattamente l’online: proprio per via della sua natura fracassone, il gioco in multiplayer (locale o online) assume tutto quel divertimento che gli ultimi cooperativi d’azione usciti hanno provato a offrire con risultati altalenanti. Il titolo di Keen Games, invece, diverte eccome, potenziando i nemici e fornendo ancora più carne da macello da squartare con amici e sconosciuti. Ma anche qui, se proprio dobbiamo essere onesti, la natura FORTEMENTE cooperativa (e console, non pensate di giocare con tastiera e mouse) è sempre stata pubblicizzata per Sacred 3: i trailer citavano “Victory is ours, glory is mine” e perché pare che nessuno se lo ricordi? Perché tutti erano troppo impegnati a non notare oggetti cadere per terra. Insomma, delle stupidaggini che hanno portato a tacciare Sacred 3 per quello che non è, pur non eccellendo di certo nella sua offerta, ma non meritando parole di odio e sconforto.

Spesso dovremo stare attenti a minacce dall'alto: rocce, palazzi in rovina o raggi laser. Ottima l'idea del cambio della telecamera!

Spesso dovremo stare attenti a minacce dall’alto: rocce, palazzi in rovina o raggi laser. Ottima l’idea del cambio della telecamera!

In definitiva, sto Sacred 3 s’ha da fa o no? La risposta è nì. Sacred 3 è  un action game frenetico, spettacolare e pieno di ritmo che merita di essere provato, soprattutto se in compagnia di qualcuno con cui urlare e bestemmiare per quella bomba lanciata male, o quello stregone che non è stato considerato e sta mietendo distruzione. La vera domanda però è: siete in grado di superare l’ignoranza di massa e approcciarvi con la giusta mentalità? Se sì, allora attendete ancora molto, affinché i 50 euro richiesti scendano almeno sotto la metà, magari anche con qualche pacchetto per due giocatori, e accaparratevelo su Steam dove lo trovate con i sottotitoli in italiano. Per il resto, a chiunque perda tempo a dire che un gioco chiamato “Sacred” debba per forza essere un hack’n’slash, ricordategli che esiste un piccolo capolavoro targato Square Enix (il quale a breve riceverà un secondo episodio) chiamato Lara Croft E Il Guardiano Della Luce che è tutto tranne che un’avventura in stile Tomb Raider.

[Sacred 3 su Steam]

Sacred 3
7 Voto
Consigliato a

Chiunque sia tanto sveglio da rendersi conto che Sacred 3 è un action fracassone e non un hack'n'slash, chi ha da uno a tre amici con cui giocarlo in allegria, in multisessioni minime da dieci a trenta minuti l'una, chi cerca un gioco frenetico, spettacolare, colorato e inglesamente simpatico, ma allo stesso tempo semplice e abbordabile. Avrei voluto dare un voto in più per protesta, ma ho preferito non eccedere.

Sconsigliato a

Chi ottusamente continua a definirlo un hack'n'slash, chi non conosce l'esistenza di Sacred Citadel (che è anche un bel gioco tutto sommato), chi cerca un action di altri tempi: purtroppo, non lo è.

Criterion 1