Super Hexagon – E’ tutto merito di Terry Cavanagh

La storia che sto per raccontarvi ha inizio nel lontano Gennaio del 2010 quando bazzicavo senza meta sul forum di Gamesvillage e un un ignaro utente (di cui non ricordo il nome ma che non ringrazierò mai abbastanza) cambiò per sempre la mia vita. Si parlava della presunta mancanza di platform all’interno delle ludoteche delle console odierne e l’eroe di cui sopra scrisse che su PC la scena indie sfornava un gioco di piattaforme un giorno si e l’altro pure e c’era questo VVVVVV che era uno dei migliori esponenti del genere degli ultimi anni. Quest’affermazione suscitò immediatamente la mia curiosità. Da ragazzino avevo seguito con una discreta attenzione il mondo degli shareware e dei freeware (più per mancanza cronica di dindi da spendere che per reale interesse, almeno inizialmente) ero un patito di musica alternativa, sinistroide e tremendamente, come si direbbe oggi, hipster. Come potrete immaginare, scoprire l’esistenza all’interno del mio hobby preferito di questo sottobosco indie pullulante di vita non poteva che sembrarmi la cosa più bella del mondo. Così mi fiondai sul sito ufficiale di tale Terry Cavaqualcoso e spesi immediatamente le miei 11 sterline (all’epoca mi sembravano pochissime, i saldi di Steam erano ancora merce rara) per scaricare quel capolavoro che rispondeva al nome di Six times the letter V.

Cinque ore pressoché ininterrotte più tardi, dopo averlo completato al 100%, potevo affermare con entusiasmo che non mi trovavo soltanto di fronte ad uno dei migliori platform degli ultimi anni, ma, piuttosto, ad uno dei più bei titoli che avessi mai giocato . Fu in quel momento che la passione per gli indie divenne parte integrante della mia vita per non abbandonarmi mai più, almeno fino ad oggi. In senso lato, si può dire che in quel momento si crearono i presupposti per la creazione di indieforthemasses, dalle cui ceneri è nato theindieshelter. In altre parole, se visitate questo sito e state leggendo queste righe, è tutto merito di Terry Cavanagh.

Anche oggi, che posso vantare una conoscente piuttosto approfondita della scena indipendente, Cavanagh è uno dei miei sviluppatori preferiti e probabilmente, se proprio dovessi scegliere colui che reputo il migliore, fare il suo nome senza pensarci due volte. Il motivo non risiede nella spaventosa somiglianza con Notch (sono due gemelli separati alla nascita, cercate qualche foto e mi darete ragione), quanto piuttosto nella sua prodigiosa capacità di creare giochi dotati di notevole profondità sfruttando un level design minimale ed elementi di gameplay piuttosto basilari. VVVVVV è forse l’esempio più noto di questa sua filosofia ma ritengo che le sue applicazioni più riuscite siano le decine di flashgame e prototipi vari che ha sfornato nel corso degli anni, dei quali l’esempio più recente è proprio Hexagon. Si tratta di un giochino estremamente semplice, con le frecce direzionali non dovremo far altro che muovere un tringolino lungo la superficie di un esagono in modo da evitare le linee spezzate concentriche che mano a mano convergeranno verso di esso. Quando una linea tocca il nostro trinagolino sarà game over e si dovrà ricominciare da capo. Come negli arcade di una volta, il gioco non ha una “fine” ma diventa mano a mano più difficile finché non si muore, di conseguenza il compito del giocatore è quello di provare a resistere il più a lungo possibile, un po’ come nella vita.

Come avrete intuito si tratta di un titolo dalle meccaniche essenziali ma che riuscirà a tenervi incollati allo schermo per ore ed ore. In primis, sfruttando la semplice voglia di battere i propri, record, di andare al di là dei propri limiti e, soprattutto, di voler superare quelli degli altri. In secundis, grazie alla magia dei giochi di Terry che, nonostante siano tutti caratterizzati da un livello di difficoltà abnorme, non risultano mai frustranti poiché, proprio grazie alla loro semplicità strutturale, il giocatore sa perfettamente di avere a disposizione in ogni momento tutti gli elementi necessari per superare le avversità. A ciò va ad aggiungersi il meraviglioso comparto estetico del titolo, caratterizzato dai colori acidi, dallo stile 8-bit vecchia scuola e dalla meravigliosa musica chiptune che accompagnerà il nostro trip geometrico/surreale.

Come dicevo in apertura, Hexagon è nato come un titolo in flash per poi approdare su Steam sotto le spoglie di Super Hexagon, con l’aggiunta di cinque nuovi livelli di difficoltà, delle leaderboard online e di due nuove tracce audio, anch’esse realizzate dall’abilissima Chipzel. Se siete fa di Cavanagh e in generale, cercate un buon titolo arcade per partite veloci, sono tre euro ben spesi. In caso contrario, beh, diventate fan di Cavanagh, se seguite questo pazzo mondo dei giochini indie  non potete non esserlo.