The Last Door – Collector’s Edition – La magistrale tensione del pixel lovecraftiano

The Last Door, tetra avventura grafica low-res di cui parlò anche Aurelio in più e più occasioni, è uscito su Steam in tutto il suo splendore, con una Collector Edition di tutto rispetto.

Per chi non lo conoscesse, The Last Door è un avventura grafica episodica in low-res, nata da un Kickstarter di successo alla fine del 2012. Ogni episodio in lavorazione inoltre è frutto del supporto della community di appassionati e sul sito ufficiale del gioco è possibile partecipare per finanziare il successivo capitolo. Non è il primo titolo che unisce l’horror al low-res pixellone, come già Home e Lone Survivor possono testimoniare.

The Last Door

Il maniero di Anthony Beechworth

Il gioco, ambientato nell’Inghilterra vittoriana, ci mette nei panni di Jeremiah Devitt dopo aver ricevuto un inquietante e criptica lettera da parte di Anthony Beechworth, suo vecchio compagno di scuola. Raggiungere il maniero di Anthony sarà solo l’inizio di un’inquietante avventura influenzata dagli scritti di Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft.

Dal punto di vista narrativo, siamo di fronte ad un ottimo prodotto, convincente nella trama e senza particolari buchi o carenze. Anzi, i numerosi flashback chiariscono alcuni punti oscuri e criptici della storia. Nella Collector’s Edition vi sono inoltre quattro mini-episodi paralleli alla trama principale, non vissuti da Jeremiah, che contribuiranno in maniera eccellente alla narrazione.

La tensione in gioco sarà sempre alta, alternata ad attimi di inquietudine e dramma. Alcuni momenti vi faranno letteralmente sobbalzare dalla sedia, come solo il profondo orrore sa fare ma, ricordiamolo, stiamo pur sempre parlando di un avventura grafica. Ottimo lavoro quindi sul fronte del mood vissuto dal giocatore, aiutato anche da un comparto musicale d’eccezione sempre sul pezzo.

The Last Door

Nonostante il low-res le ambientazioni sono dettagliate ed evocative

Tuttavia, come fece notare Aurelio, alcune cose presenti in The Last Door non convincono appieno. Tecnicamente è una linearissima avventura grafica senza bivi e con un preciso ordine per risolvere gli enigmi. Nessuna innovazione su questo fronte, seppure era proprio questo che prometteva il Kickstarter: “Is this a classic adventure game? Absolutely“. Gli enigmi sono piuttosto banali e mai troppo complessi, è vero, ma non è su quello che vuole far leva questo titolo, usandoli solo come mero sistema di progressione nella trama.

The Last Door

Questo non vi dico nemmeno cos’è

9 / 10

Gli enigmi proposti e la loro risoluzione sono quello che purtroppo non fa ottenere il massimo dei voti a The Last Door. Sono sinceramente rimasto parecchio tempo a ponderare quanto peso possa avere questo sul voto finale, poiché stiamo parlando pur sempre di un’avventura grafica. Non è stato facile, ma mi sono trovato davanti a un gioco che di fatto ha una risoluzione casual del tipo trova oggetti-combinali-usali su qualcosa-prosegui nemmeno troppo complessa, che potrebbe persino permettere a mia madre di finire questo titolo. Tuttavia la narrazione non è per niente “alla portata di tutti”, presentando tematiche di un certo calibro come il suicidio, il fallimento, il sacrificio e altri temi figli della buona letteratura dell’orrore. Una strana combinazione che però forse potrebbe far maturare un target non avvezzo a questi argomenti all’interno di opere ludiche. Il mio parere finale resta ottimo e lo straconsiglio: 9,99€ non hanno mai ucciso nessuno, ma aiutano questi sviluppatori.