The Showdown Effect – Yippee ki yay Motherbugger!

Non uno, non due ma ben tre pareri sul nuovissimo The Showdown Effect! Poche ciance e giù di smitragliate che si comincia!

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 Federico “Frankie” Bortot

Arrowhead Studio è la casa sviluppatrice del ben noto Magicka, titolo caratterizzato (a mio parere) da alcune tra le idee più interessanti e originali degli ultimi anni. Il gioco però era stato rilasciato in tutta fretta senza una vera e propria sessione di test, portando quindi sugli scaffali digitali un prodotto la cui intraprendenza fu minata da bug e glitch che rovinavano l’esperienza di gioco. Naturalmente molti DLC e patch sono usciti in seguito, aggiungendo nuovi esilaranti contenuti e correggendo quelli già esistenti (se volete qualche parere potete leggere la recensione del Dottor Basalto). Proprio uno degli ultimi aggiornamenti ha introdotto la componente PvP, che permette di sfidare amici e sconosciuti a colpi di magia. Questi audaci ragazzi, dopo l’ottimo successo con il loro titolo d’esordio, hanno deciso di cambiare aria sotto ogni aspetto: da reami magici e fatati passiamo ad un setting più contemporaneo, in cui fulmini e tempeste di meteoriti vengono sostituiti da katane e mitragliatori, maghetti in tunica rimpiazzati da uomini e donne d’azione. Questa volta, però, i bravi figlioli hanno anche deciso di andarci più piano, adottando quindi un gameplay meno innovativo (con tutti i grattacapi che ne derivano) e ispirandosi a Soldat, sparatutto d’azione multiplayer piuttosto peculiare (che potete avere gratuitamente qui). Molti l’hanno trovato un mero “remake in grafica treddì”, ma io ci ho visto molto di più.

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Innanzitutto la grafica è veramente ottima, curata sotto molti aspetti, tanto nel character design che nelle ambientazioni; il sonoro è azzeccatissimo, con una colonna sonora ricca di brani rock in grado di dare la carica durante ogni match, e anche gli effetti di armi e poteri speciali sono resi ottimamente; le mappe sono poche ma molto caratterizzate, dal castello medievale alla metropoli futuribile, passando anche per una cattedrale. E questa non è che la punta dell’iceberg! Il titolo è ricco di contenuti: avremo a disposizione ben 8 personaggi diversi (4 disponibili subito, i restanti sbloccabili) ciascuno dotato di un’abilità speciale unica; potremo equipaggiarci con due armi selezionabili da un vasto arsenale composto di MSG, fucili, mitragliatori, spade, fucili a pompa e quant’altro; avremo anche la possibilità di personalizzare l’aspetto del nostro pipottino con completini e cappellini (è disponibile la robe di Magicka!). I match saranno dunque dei frenetici scontri tra 8 giocatori in una mappa bidimensionale, al cui interno potremo saltare, scivolare, sparare, rotolare, muro-saltare (wall-jumping), unendo la mira e l’abilità di tiro di uno sparatutto con le dinamiche tipiche dei platform, con zompi di precisione e finte; una ulteriore particolarità è che ci verranno mostrati solo i nemici che il nostro personaggio può effettivamente vedere nel proprio campo visivo, offrendo quindi la possibilità da nasconderci in luoghi ciechi per brevi istanti in modo da poterci curare qualche ferita lontano da occhi indiscreti.
Oltre a tutti questi contenuti è anche presente l’ironia tipica di Arrowhead: ciascun personaggio ha infatti la propria storia e all’inizio di ogni match verrà ricordato il proprio obbiettivo, chi deve recuperare la propria identità perduta, chi deve salvare la propria famiglia… Naturalmente seminando piombo ovunque! A mio parere, dunque, si tratta di un titolo validissimo, ricco di sfacettature e con un gameplay che richiede molta abilità, accostando al tutto una simpatica cornice umoristica come ci abituò l’ottimo Magicka. L’ottima qualità generale del titolo non può comunque mettere in ombra i difetti, primo tra tutti i problemi di connessione che, sovente, ci perseguiteranno causandoci lag o, nel peggiore dei casi, buttandoci fuori dal server. È inoltre presente uno di quei temibili store in cui acquistare oggetti in-game al prezzo di dinari sonanti, tipico dei free-to-play. E il mio commento è: NO.

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Insomma, questo The Showdown Effect mi ha veramente appassionato: meccaniche intelligenti, gameplay rapido adatto tanto a brevi scaramucce quanto a lunghe sessioni, zompi e spari; peccato per i problemi di connessioni, il temibile shop e la comunità che tempo due settimane e sarà ridotta a pochi esemplari.

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 Lorenzo Bonaffini

Mi sarebbe piaciuto poter recensire Showdown Effect, una serie incredibile di problemi tecnici, pero’, mi rende in realtà poco titolato a parlare del nuovo titolo degli Arrowhead. Già qualcosa avevamo visto con gli esordi del loro primo titolo, Magicka, che in fase di rilascio soffriva di numerosi bug e un comparto multiplayer mutilato. Tuttavia, se Magicka aveva un comparto single player e una coop locale, questo The Showdown Effect basa tutto sul lato multiplayer e nel suo voler essere una sorta di Soldat con grafica 2,5d, più uno sguardo alla personalizzazione del proprio personaggio. Tutto molto bello se non fosse che i server non paiono reggere il gioco, personalmente sono riuscito ad entrare e fare una partita con una media di 2 connessioni riuscite su 30 tentativi totali. Oltre a questo, le partite soffrono di una sindrome da kick facile e del tutto casuale che riescono a farti rosicare pure le poche volte in cui riesci ad entrare. A tutto uniamo una community che allo stato attuale non si è formata: pochi giocatori e, con queste premesse, il futuro non pare roseo per questa nuova scommessa Paradox.

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 Marco “Astro” Tassani

Io mi trovo buttato in mezzo ai due superamici qui sopra: ho avuto enormi problemi a trovare una partita e a non essere kickato fuori in meno di un minuto e nello stesso tempo ho apprezzato tantissimo l’ironia e le tante citazioni buttate dagli Arrowhead dentro questa loro nuova opera. Però (c’è sempre un però) devo dire una cosa non proprio felicissima: giocare a The Showdown Effect non mi ha affatto divertito. Vuoi per la difficoltà nel farsi una partita, vuoi per i ping altissimi su cui mi sono imbattuto (quando la media dei giocatori si aggira sui 140 ms, il risultato sarà il teletrasporto) e per un gioco sicuramente non innovativo, son rimasto molto deluso da questo titolo. Sì, la risata scappa nel vedere l’Ecce Homo appeso in un angoletto di un castello medievale, ma il tutto finisce lì. Insomma, pagare 10 euro per la stessa brodaglia riscaldata che poi rischia di scucirti altri soldi per abbellire il proprio avatar mi sembra esagerato; e dando una occhiata all’attuale povera community non sono il solo a pensarla così. INB4 FREEMIUM.

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