Zootropolis di Byron Howard e Rich Moore

Programmato con un leggero ritardo per evitare la sovrapposizione natalizia con Star Wars, arriva nelle sale il cinquantacinquesimo classico Disney, Zootropolis, un film che riconferma un periodo d’oro per la casa più produttiva del cinema d’animazione.

Judy Hopps è una coniglietta che sogna di diventare poliziotto, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe dalla sua specie, più adatta per la vita tranquilla, magari di campagna, a vendere le carote coltivate dai genitori. Nick Wilde invece è una volpe “degna del suo nome”, votata alla frode più elaborata e al continuo raggiro dei più ingenui. I due, manco a dirlo, si ritroveranno insieme ad indagare sul caso di sparizione di quattordici animali, il cui unico legame è appartenere alla categoria dei cosiddetti predatori. Nel mondo di Zootropolis, infatti, ci sono due grosse differenze, le prede e i predatori, due categorie che in un lontano passato hanno abbandonato la loro lotta e si sono civilmente organizzate per convivere senza sbranarsi a vicenda. Questo equilibrio viene meno quando si intuisce che la causa delle sparizioni sembra collegata all’aggressività primitiva dei predatori.

L'esilarante scena del bradipo Flash, già supercondivisa dal trailer di lancio.

L’esilarante scena del bradipo Flash, già supercondivisa dal trailer di lancio del film.

Diversi da chi?

Alla base del film troviamo la classica coppia improbabile vista in tanti buddy movie, stavolta in veste animalesca: due personalità diversissime che dovranno mettere da parte le loro ostilità per portare avanti l’indagine, unendo pregi dell’uno e dell’altra. Le peripezie per scoprire il colpevole proseguono con viva suspance fino alla fine, tanto da costruire un perfetto thriller con tutti i crismi del caso. La componente noir è smorzata dai siparietti comici dei due protagonisti, e da tutta una serie di personaggi secondari indimenticabili; come il già famosissimo Flash, un impiegato della motorizzazione che, in quanto bradipo, parla e lavora con estrema lentezza o il club di naturisti che crede che gli animali siano nati senza vestiti e dunque che debbano farne a meno. Ma sono solo alcuni esempi di una succosa varietà di specie e altrettanti personaggi ben riusciti.

Frattanto che l’indagine prosegue, il film fa luce su un argomento squisitamente attuale, con un’intelligenza narrativa invidiabile. Le diversità tra le specie animali sono metafore delle diversità umane. Mi viene in mente un paragone forse un po’ azzardato con un’opera di spessore storico molto più rilevante, ma che ha alla base lo stesso identico concetto, ovvero Maus di Spiegelman. In Maus le varie nazionalità ed etnie vengono raffigurate con diversi animali (i topi sono gli ebrei, i tedeschi sono gatti, i polacchi sono maiali, ecc.) proprio per sottolineare che le diversità si fanno evidenti solo se le vediamo differenti. Se quello che succede in un fumetto pluripremiato come Maus, così come in un più leggero Zootropolis, viene rapportato al nostro modello di vita, ecco che la morale sulla diversità è servita. Perché un coniglio non può fare il poliziotto se lo desidera? Perché è troppo minuto? Perché viene dalle campagne? E una volpe deve per forza essere un truffatore? La risposta è ovvia, e con le giuste soluzioni Zootropolis la propone ai più piccoli, confezionando un film nel migliore stile Disney.

Fortunatamente la moda di affibbiare ai vip il doppiaggio si è limitata ai soli personaggi secondari. Mr. Big, doppiato da Leo Gullotta è uno tra questi.

Fortunatamente la moda di affibbiare ai vip il doppiaggio si è limitata ai soli personaggi secondari. Mr. Big, doppiato da Leo Gullotta è uno tra questi.

Parola d’ordine: creatività

Dal punto di vista creativo siamo a livelli quasi pixeriani. Gli animali sono credibilissimi nelle loro movenze e negli atteggiamenti in generale. Zootropolis è un concentrato di soluzioni creative intelligenti, dalle zone-habitat dedicate alle varie specie animali fino alle strutture metropolitane a misura di topi e giraffe. Il tutto in un ecosistema che fa convivere migliaia di specie diverse in una stessa città – un’utopia per il mondo degli umani, anzi una zootopia, come il titolo originale del film. Ottima la cura nei dettagli dei peli/pelliccia di tutti gli animali, per esempio, o delle curiose soluzioni del vestiario. Più che gradite le citazioni sparse nel film, dal più noto Padrino al più sottile Breaking Bad, che mai mi sarei aspettato di veder citato in un film Disney.

In sostanza Zootropolis segna nuovamente un ottimo colpo per i Walt Disney Animation Studios, che stanno conoscendo un periodo florido di prodotti qualitativamente eccellenti da Rapunzel in poi. Un film che piacerà senza alcun dubbio ai più piccoli e che può essere un eccellente strumento educativo anche per i più grandi, con i suddetti riferimenti alla diversità e con frecciatine al sistema politico che difficilmente i bambini coglieranno. Chiude il film una discreta Shakira che con una canzone originale invita a “provare tutto” nella vita, cercando di essere sempre ciò che si vuole, non ciò che si deve.



Review 0
8.5 Voto
Consigliato a
I più piccoli semplicemente lo adoreranno, soprattutto vista la vasta gamma di personaggi e di animali disponibili.
Sconsigliato a
Chi cerca un approccio più serio su argomenti chiave come la diversità e il razzismo.
Criterion 1